Sensory&Consumer science: 2 studi per comprendere le dinamiche percettive dei consumatori

Come tradurre il sapere scientifico in soluzioni operative capaci di guidare l’innovazione e creare reale valore di mercato? Ci ha pensato Adacta International, che ha condotto due studi in ambito Sensory & consumer science per esplorare i nuovi confini nella comprensione delle dinamiche percettive e decisionali dei consumatori.

Il primo ha adottato un approccio combinato, quantitativo e qualitativo per analizzare in modo approfondito e sistematico l’intero percorso del consumatore, dall’acquisto nel punto vendita fino al consumo domestico.
Il secondo si è concentrato sull’integrazione di due contesti di testing: laboratorio e ambiente domestico.
Entrambi verranno presentati durante il prossimo Pangborn Sensory Science Symposium.

Indagare le aspettative verso il prodotto

Nella fase quantitativa iniziale 450 consumatori hanno acquistato tre creme spalmabili a base di frutta secca all’interno di un contesto di scelta reale, entrando così in contatto con tutte le leve del marketing mix. 
Questa prima fase ha permesso di indagare le aspettative verso il prodotto, l’esperienza sensoriale e funzionale durante l’uso, e la qualità percepita in relazione al prezzo e alle attese, fornendo indicazioni concrete per il miglioramento del prodotto e del packaging.

Successivamente, un sottocampione di 24 partecipanti ha preso parte a una community online asincrona. L’obiettivo è stato quello di esplorare in profondità i driver razionali ed emozionali che guidano la percezione del prodotto e raccogliere il linguaggio spontaneo dei consumatori.
L’intero percorso si è rivelato estremamente efficace nel generare insight capaci di orientare lo sviluppo di una comunicazione credibile e distintiva, saldamente ancorata all’esperienza reale del consumatore.

Analizzare i fattori intrinseci/estrinseci che influenzano la percezione della qualità

Il secondo contributo, concentrato sull’integrazione dei due contesti di testing (central location, home use test) ha analizzato i fattori intrinseci ed estrinseci che influenzano la percezione di qualità di un prodotto simbolo della tradizione gastronomica italiana, il tortellino al prosciutto crudo.

In una prima fase 100 consumatori hanno partecipato a un blind test presso una central location, valutando tre varianti del prodotto sulla base delle caratteristiche sensoriali e in assenza di stimoli esterni (marca, pack, prezzo).
Nella seconda fase, 240 consumatori hanno acquistato il prodotto in autonomia e lo hanno consumato nel contesto domestico, permettendo di esaminare l’impatto degli stimoli del marketing mix sulla formazione delle aspettative, valutazione post-consumo e propensione al riacquisto.

Obiettivo: strategie di sviluppo e posizionamento più efficaci

L’integrazione delle due fasi ha reso possibile distinguere il ruolo delle caratteristiche intrinseche del prodotto rispetto a quello degli elementi estrinseci, offrendo una visione più articolata delle dinamiche che influenzano l’accettabilità e la fidelizzazione in condizioni di consumo reale.

La partecipazione di Adacta International al Pangborn Sensory Science Symposium rinnova l’impegno dell’azienda nella ricerca metodologica d’avanguardia al servizio di una comprensione profonda del consumatore e di strategie di sviluppo e posizionamento più efficaci.
Un’occasione per confermare il ruolo di Adacta come punto di raccordo tra lo stato dell’arte della sensory e consumer science e le esigenze concrete delle aziende.

Economia del mare: con 232.841 imprese e 1.089.710 occupati vale l’11,3% del PIL italiano

È quanto emerge dal XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare: la Blue Economy italiana genera un valore aggiunto diretto pari a 76,6 miliardi di euro.
Se si considera il valore attivato nel resto dell’economia, quello della Economia del mare in Italia raggiunge 216,7 miliardi di euro, pari all’11,3% del PIL nazionale.

Il Rapporto, a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, è stato presentato a Roma in apertura del 4° Summit Nazionale sull’Economia del mare Blue Forum,  presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Un valore aggiunto doppio rispetto alla media nazionale

Cresce il valore aggiunto diretto della Blue Economy, con un +15,9%, pari a più due volte la crescita media italiana ferma al 6,6%. E cresce anche il suo 

il peso sul valore aggiunto complessivo: più di 1 punto percentuale rispetto a quanto rilevato dal XII Rapporto Nazionale del 2024.
Secondo la nuova edizione, il moltiplicatore di quest’anno resta stabile a 1,8. Significa che per ogni euro speso nei settori direttamente afferenti alla filiera mare se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia.

Filiera Blu: crescono occupati e numero di aziende

Nel 2024 a crescere sono però anche gli addetti. Nella Blue Economy sono 1.089.710 gli occupati, con un aumento occupazionale pari al +7,7%, più di quattro volte quello registrato dall’occupazione generale nel Paese (+1,9%).

Nel biennio 2022 – 2024 cresce poi il numero delle imprese, arrivate l’anno scorso a 232.841 unità. 
Con un +2% di crescita il dato relativo alle imprese “blu” è in controtendenza con quello dell’economia nazionale, che si attesta su un -2,4%.

Dall’ittica alla cantieristica, dai servizi di alloggio e ristorazione alle attività sportive

“Il Rapporto che oggi viene presentato contiene elementi estremamente significati sulle reali potenzialità del nostro Paese per sviluppare una vera, significativa e trainante economia del mare, che rappresenta uno dei principali comparti su cui si può appoggiare il nostro sistema Paese”, ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Come ogni anno, la tredicesima  edizione del Rapporto, punto di riferimento nazionale ed europeo nella definizione del valore della Blue Economy italiana, ha messo sotto la lente di ingrandimento i diversi settori che compongono la forza produttiva “blu”, le filiere dell’ittica e della cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, l’industria delle estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri, oltre alla ricerca, la regolamentazione e la tutela ambientale.

Digital Document Management & Exchange: vale 2,3 miliardi, +13% rispetto al 2021

Quello della gestione digitale dei documenti aziendali è un mercato maturo, cresciuto in media del 4% l’anno, ma in grado di svilupparsi ancora. Il 41% delle imprese prevede una crescita moderata nei prossimi 3-5 anni, con un incremento del fatturato nell’ordine del 5-9%.

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Digital B2b del Politecnico di Milano il mercato del Digital Document Management & Exchange vale 2,3 miliardi, +13% rispetto al 2021.
Il 54% del valore del mercato è determinato da soluzioni per la gestione documentale interna (creazione, acquisizione, archiviazione, ricerca e conservazione dei documenti), mentre il 39% da soluzioni per lo scambio elettronico dei documenti con i business partner, incluse tecnologie come EDI e PEC.

AI strategica ma poco sfruttata nei processi documentali

Tra le principali soluzioni per digitalizzazione i progetti interni c’è il Document Management System (DMS, un sistema software che crea, archivia, organizza e gestisce documenti digitali), oggi adottato dal 42% delle grandi aziende e Pmi.
Nei processi di interfaccia, però, lo scambio documentale con clienti e fornitori avviene prevalentemente tramite strumenti tradizionali come email, PEC, SFTP, FTP (55%).

La principale priorità per le imprese di tutte le dimensioni nella digitalizzazione dei processi B2b interni è la Gestione Elettronica Documentale (GED), su cui però gli investimenti restano limitati.
Il 50% delle aziende dedica meno dell’1% del fatturato a questi progetti. E se l’AI è strategica per il 63% delle aziende, solo il 13% la sfrutta già nei processi documentali.

“La digitalizzazione del B2b si trova in una ‘terra di mezzo”

“Dopo l’obbligo di fatturazione elettronica del 2019, non ci sono più stati impulsi significativi. La digitalizzazione del B2b in Italia si trova in una ‘terra di mezzo – afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Digital B2b -. L’AI avanza, ma nel B2b i progetti di impatto significativo sono ancora pochi, la sostenibilità resta spesso una buzzword, l’automazione è ferma da anni e le startup che si occupano di gestione documentale faticano ad attrarre investimenti.
Nei prossimi cinque anni l’evoluzione del quadro normativo europeo in materia digitale spingerà certamente la digitalizzazione, ma le imprese non possono permettersi di attendere così a lungo per avviare o consolidare i processi di digitalizzazione: è il momento di agire, per il bene e la competitività delle nostre imprese”.

Normative e regolamenti si moltiplicano, ma serve la spinta delle imprese

“L’attenzione dell’Europa alla digitalizzazione e alla creazione di un mercato unico digitale offre un’occasione preziosa – aggiunge Paola Olivares, Direttrice dell’Osservatorio Digital B2b -. Normative e regolamenti, infatti, si moltiplicano: eIDAS 2.0 introduce l’eArchiving come nuovo servizio fiduciario, eFTI mira a digitalizzare i documenti logistici entro il 2027 e la Direttiva ViDA rivoluzionerà la fatturazione elettronica intra-UE dal 2030.
In ambito nazionale, viene introdotto l’invio digitale dei corrispettivi via software, la piena operatività della lettera di vettura internazionale e l’obbligo di digitalizzazione dei documenti sui rifiuti. Ma non possiamo limitarci ad attendere le normative. Serve una spinta decisa da parte delle imprese e delle associazioni di categoria”.

Estate 2025: rincari, consumi e vacanze. Come cambiano le spese degli italiani

Dall’energia ai trasporti, dalle vacanze a rate alle spese in città: un’analisi Facile.it e Consumerismo No Profit fotografa un’estate economicamente impegnativa per le famiglie italiane.

Energia elettrica: tariffe giù, consumi su

Se da un lato le migliori offerte a prezzo fisso per la luce segnano un calo del 2% rispetto al 2024, dall’altro l’uso dei climatizzatori fa lievitare le bollette.

Facile.it calcola che tre mesi di utilizzo, anche con un solo condizionatore in classe B attivo per 5-6 ore al giorno, comportano una spesa aggiuntiva di circa 140 euro.

Interventi in casa e utilizzo dell’acqua 

L’estate comporta anche interventi domestici extra, legati all’uso di sistemi per il raffrescamento o alla protezione contro insetti. Tapparelle, zanzariere e climatizzatori possono generare costi di manutenzione compresi tra 100 e 300 euro. Anche la bolletta dell’acqua aumenta: più docce e irrigazione significano fino a 30 euro in più al mese.

Spostarsi costa di più, tranne che in treno

Secondo Consumerismo No Profit, le tariffe dei traghetti con auto al seguito sono aumentate del 9,7%. I voli nazionali mostrano un rincaro medio del 21% a ridosso di Ferragosto, mentre i voli europei crescono del 7%. I voli low-cost registrano rincari tra il 4% e il 6%.

Stabili i prezzi dei treni, ma le tariffe scontate spariscono rapidamente nei periodi di picco.

Assicurazioni viaggio e vacanze a credito

La domanda di polizze viaggio è in aumento del 7% rispetto al 2024. Per due settimane in Europa, il costo medio è di circa 36 euro, che salgono a 55 euro per destinazioni extraeuropee più lontane. Crescono anche i prestiti personali per finanziare le vacanze, che superano i 220 milioni di euro nei primi cinque mesi dell’anno.

Auto: carburanti in calo, pedaggi in rialzo

Benzina e diesel costano meno rispetto al 2024 (-9% e -6%). Un viaggio Milano-Bari andata e ritorno richiede circa 195 euro di benzina o 152 euro di gasolio, con risparmi fino a 20 euro. Tuttavia, i pedaggi autostradali aumentano dell’1,8%, in linea con l’inflazione.

Spese estive anche per chi resta a casa

Tra giugno e settembre, anche chi non parte affronta costi più alti per la gestione familiare, il tempo libero e l’assistenza ai figli. Secondo Consumerismo No Profit, le spese aggiuntive possono variare tra 1.500 e 3.000 euro per nucleo familiare.

Centri estivi, baby-sitter e abbigliamento

Iscrivere un figlio a un centro estivo privato può costare fino a 700 euro al mese, 400 euro se si sceglie una struttura pubblica. In alternativa, ricorrere a una baby-sitter a tempo pieno comporta un esborso mensile compreso tra 800 e 1.200 euro.

A queste spese si sommano quelle per l’abbigliamento stagionale, con una media di 150–250 euro per bambino.

Tempo libero e alimentazione: le altre spese

Cinema all’aperto, cene fuori, parchi e gelati incidono sul budget familiare: in media, si spendono tra 300 e 600 euro in tre mesi. L’alimentazione cambia: più frutta, bevande fresche, barbecue e prodotti stagionali possono comportare un costo extra tra 200 e 400 euro.

Anche i prodotti per la cura della pelle, le punture o il sole rientrano tra le spese obbligate: fino a 150 euro.

Gelato, buono ma caro 

Anche il prezzo del gelato artigianale è in crescita. Secondo i dati analizzati, il costo medio è salito del 9% rispetto all’anno scorso, con aumenti superiori al 20% per gelati confezionati.
Tra le cause, il rincaro delle materie prime come latte, zucchero e cacao.

Efficienza energetica: l’innovazione aumenta il comfort e il valore delle abitazioni

Migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio italiano sta diventando una sfida cruciale al fine di contribuire alla riduzione delle emissioni e costruire un futuro più sostenibile. Ma anche aumentare il valore delle abitazioni.

In un contesto in cui le normative europee e italiane spingono con sempre maggiore forza verso la sostenibilità e l’efficienza energetica, le scelte dei consumatori assumono un ruolo centrale nell’accelerare la transizione ecologica. Ed è proprio in questo scenario che si inserisce l’indagine di BVA Doxa condotta per Ariston con l’obiettivo di analizzare le percezioni e le preferenze degli italiani in merito agli impianti di riscaldamento domestici.

Integrare le fonti rinnovabili nei sistemi di riscaldamento domestico

A quanto emerge dallo studio, condotto su un campione di italiani tra i 25 e i 64 anni, l’88% degli intervistati considera importante integrare fonti rinnovabili nei propri sistemi di riscaldamento domestico.
Un dato che conferma l’attenzione crescente verso soluzioni tecnologiche capaci di coniugare rispetto per l’ambiente, risparmio e comfort abitativo.

In particolare, il 58% degli intervistati identifica nelle pompe di calore e nei sistemi ibridi le soluzioni ideali per sostituire le caldaie tradizionali, mentre il 68% indica l’efficienza energetica come criterio principale nella scelta di un nuovo impianto.

Gli italiani apprezzano la versatilità dei sistemi ibridi

Il 37% del campione intervistato si orienta verso i sistemi ibridi, apprezzandone la versatilità, mentre un ulteriore 21% preferisce pompe di calore autonome. Queste scelte dimostrano come il tema della sostenibilità sia ormai radicato nella quotidianità degli italiani, anche grazie a una solida fiducia nella tecnologia. L’86% reputa affidabili questi impianti, e il 77% è convinto che offrano un comfort superiore rispetto ai sistemi convenzionali.

L’interesse per questo tipo di impianti, tuttavia, non si limita solo all’aspetto ‘ambientale’.
L’innovazione è infatti considerata sempre più come un’opportunità per valorizzare economicamente il proprio immobile.

Tecnologia: una concreta leva di risparmio e miglioramento della qualità della vita. Ma permangono alcune barriere

Di fatto, l’85% del campione riconosce come l’adozione di un impianto innovativo possa aumentare il valore economico della propria casa.
Questo dimostra che l’innovazione tecnologica è un investimento consapevole che riflette una nuova sensibilità verso l’efficienza energetica come leva concreta di risparmio e miglioramento della qualità della vita.

Permangono però alcune barriere. Il 66% degli italiani individua nel costo iniziale elevato il principale ostacolo, per il 32% si tratta invece della difficoltà di installazione dell’impianto, e per un ulteriore 30% costituisce una barriera la scarsa conoscenza degli incentivi economici o fiscali disponibili.

Le innovazioni del prossimo futuro: 132 scenari tecnologici per 10 settori strategici

Oggi più che mai la tecnologia rappresenta il fulcro della competitività del sistema Paese. E incide in misura crescente sulle traiettorie di crescita, innovazione e autonomia strategica.
Secondo i risultati dell’XI edizione del Rapporto ‘Le Innovazioni del Prossimo Futuro’, realizzato da Airi, sono oltre 700.000 le imprese nazionali sulle quali le tecnologie possono avere un impatto diretto nel breve medio-termine in termini di produttività e competitività. 

Il Rapporto offre una mappa aggiornata di 132 scenari tecnologici ad alto impatto socioeconomico, i quali contribuiranno nel breve e medio periodo all’innovazione in 10 settori strategici: Ambiente, Costruzioni, Chimica e Materiali, Energia/Decarbonizzazione, Farmaceutica, Meccatronica, Microelettronica/Semiconduttori, Tecnologie Digitali, Trasporti/Mobilità, Spazio.

Le scelte di oggi influenzeranno la posizione dell’Italia nel futuro

Ma per affrontare le sfide future è essenziale avviare una cooperazione sistemica tra istituzioni, imprese e ricerca pubblica, capace di individuare e condividere priorità strategiche e risorse.
Lo studio mostra come le scelte compiute oggi influenzeranno la posizione dell’Italia nelle catene del valore globali dei prossimi anni.

Emerge però anche la necessità di una strategia di investimento nazionale di medio-lungo periodo.
Gli esperti coinvolti nel Rapporto stimano in oltre 4 miliardi di euro all’anno i fondi necessari per trasformare la ricerca industriale in prodotti innovativi da portare nei mercati nazionali e globali.

Trasporti del futuro: sicuri, convenienti, intelligenti

Lo studio contiene anche un approfondimento dei dati relativi ai brevetti prodotti dalla ricerca e dalle imprese italiane, curato da Unioncamere e Dintec, con riferimento ai dieci settori considerati.

“Il capitolo dedicato al Trasporto si occupa di mezzi e sistemi sicuri, accessibili, inclusivi, convenienti, intelligenti, resilienti e a zero emissioni – commenta Emilio Fortunato Campana, Direttore Ingegneria, ICT e tecnologie per energia e trasporti del CNR -. Tale capitolo mette a fuoco le tecnologie innovative in queste aree di ricerca, sia per lunghe distanze sia per il trasporto urbano, analizzando i progressi tecnologici e le interazioni con le risposte endogene derivanti dai costi di trasporto e dai collegamenti delle catene di approvvigionamento”. 

Costruzioni sostenibili

La sostenibilità è uno degli obiettivi principali del comparto delle Costruzioni, che può contribuire alla decarbonizzazione con lo sviluppo di soluzioni innovative: dalla cattura di CO₂ per cementifici o la carbonatazione del calcestruzzo all’utilizzo di idrogeno e combustibili alternativi, nonché l’uso di materiali secondari o riciclati.

“Per uno sviluppo sostenibile delle costruzioni è auspicabile un orientamento congiunto di ricerca, normativa e pratiche industriali, a partire da una comprensione profonda delle proprietà del calcestruzzo – spiega Antonio Princigallo, Direzione Tecnologie e Qualità, Heidelberg Materials Italia -. La ricerca sperimentale congiunta a nuove modalità progettuali e computazionali potrà consentire di individuare le soluzioni tecnologiche più adatte e calcestruzzi sempre più sostenibili”.

Comunicazioni elettroniche: nel 2024 cresce l’UltraBroadBand e il mobile

Come cambia il mercato delle telecomunicazioni in Italia? Risponde il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni 1/2025 pubblicato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni relativo all’intero anno 2024 per la telefonia mobile e fissa, Internet e gli altri mezzi di comunicazione (quotidiani cartacei, TV, piattaforme online ecc.). 
Nel 2024 è boom di Fibra Pura e Sim, e crescono UltraBroadBand e mobile.

La rete internet fissa italiana è sempre più veloce (+1,23 milioni di linee in fibra) e consuma sempre più dati (+13,8% di traffico medio giornaliero), le SIM crescono di 680mila unità, tra Human e M2M.
Nella rete fissa, gli accessi complessivi si sono mantenuti stabili, attestandosi intorno a 20,26 milioni di linee. Tuttavia, riporta Informazione.it, si registra una continua diminuzione delle linee in rame (quasi 700mila in meno in un anno).

Ascolti TV in leggera crescita

Secondo dati Agcom nel 2024 gli ascolti TV hanno registrato una leggera crescita nel prime time (+0,4%) e nell’intera giornata (+0,03%). Una dinamica in parte attribuibile a eventi come i campionati europei di calcio e le Olimpiadi di Parigi.
Dal 2020 gli ascolti sono calati di circa 4,6 milioni (-19,4%) in prime time e 2,1 milioni (-20%) nell’intera giornata.

Nel 2024 in prime time Rai si conferma in testa, con 7,3 milioni di ascoltatori, (38,2% share) e un andamento in crescita rispetto al 2023 (+0,7%).
Andamento opposto per Mediaset (6,8 milioni telespettatori, 35,6% share) che mostra una dinamica decrescente rispetto all’anno precedente (-2,4%). Stabile al terzo posto WB/Discovery, che ottiene 1,7 milioni di telespettatori (+8,3%), riferisce Ansa.

Trend negativo per i quotidiani

Secondo i dati Agcom contenuti nell’Osservatorio, con riferimento all’editoria quotidiana si conferma infatti anche nel 2024 la dinamica negativa del comparto, che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti.
Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani nel 2024 sul territorio nazionale, pari a 572 milioni di unità (considerando solamente le testate rilevate da ADS circa 1,7 copie medie giornaliere), si osserva una flessione su base annua del 5,5%, e del 20,2% rispetto al 2020.

Crescono, invece, gli utenti unici delle piattaforme che offrono servizi di video on demand a pagamento, giunti a 5 milioni e 546mila (+453mila) rispetto a dicembre 2023.

Calano i visitatori delle piattaforme

Al contempo, calano i visitatori delle piattaforme online di e-commerce, così come gli utenti dei social network.
Analizzando i dati di utilizzo delle principali piattaforme online, nel mese di dicembre 2024 sono 44 milioni e 695mila gli utenti unici che hanno navigato in rete, in media ciascuno per un totale di oltre 70 ore e 10 minuti.

Ai primi posti della graduatoria si confermano l’insieme di siti web e applicazioni che hanno a riferimento i big player internazionali (Alphabet/Google, META/Facebook/Instagram, Amazon, Microsoft), seguiti dalle piattaforme afferenti ad alcuni gruppi editoriali e operatori nazionali, come GEDI Gruppo editoriale, Cairo Communication/Rcs Mediagroup, Poste Italiane, Finivest/Mondadori.

Misery Index di Confcommercio: ad aprile cala l’indice del disagio sociale

Dopo la lieve revisione al rialzo del dato di marzo, il Misery Index di aprile 2025 scende a 9,5.
Il Misery Index di Confcommercio (MIC) è l’indicatore del disagio sociale causato dalla disoccupazione estesa, che comprende disoccupati, sottoccupati, cassaintegrati e scoraggiati, e dalla variazione percentuale dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto.

Di fatto, la stima per il mese di aprile riflette il rallentamento all’1,6% dell’inflazione per i beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, e la lieve discesa al 6,6% del tasso di disoccupazione esteso.

Stabile il numero degli occupati, riduzione contenuta dei disoccupati

Sul versante del mercato del lavoro, per il mese di aprile è attesa una sostanziale stabilizzazione del numero di occupati, associata a una contenuta riduzione di quello dei disoccupati.
Secondo Confcommercio, queste dinamiche dovrebbero portare a una marginale riduzione del tasso di disoccupazione ufficiale stimato.
La previsione è che questo scenda al 5,8%.

Nello stesso mese di aprile si stima un contenuto aumento, in termini congiunturali, delle unità di lavoro standard (Ula) destagionalizzate, interessate dalle diverse forme di integrazione salariale. 
ll combinarsi di queste dinamiche porterebbe il tasso di disoccupazione esteso al 6,6%. Una percentuale in lieve riduzione rispetto al mese di marzo.

L’inflazione rallenta, prevista una stabilizzazione nei prossimi mesi

Secondo le stime provvisorie, ad aprile 2025 l’inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto è scesa all’1,6%.

Il rallentamento riflette, principalmente, la sensibile riduzione congiunturale dei prezzi dei carburanti, a cui si è associato un lieve aumento dei prezzi degli alimentari e dei tabacchi.
Anche per i prossimi mesi, si confermano, pertanto, le attese di una stabilizzazione dell’inflazione dei beni e servizi che le famiglie italiane acquistano con maggior frequenza. 

Un quadro generale incerto e oscillante

In linea con le attese, il quadro congiunturale non sembra aver ancora scontato gli effetti delle turbolenze sul versante delle politiche commerciali.
Nel brevissimo periodo è probabile che permangano dinamiche moderatamente positive, sia sul versante del mercato del lavoro sia dell’inflazione, mantenendo, al netto di contenute oscillazioni l’area del disagio sociale sui livelli ridotti degli ultimi mesi.

In questo contesto, secondo Confcommercio non vanno trascurati i rischi di un possibile deterioramento degli andamenti produttivi a partire dall’estate con gli inevitabili effetti negativi sull’occupazione.
Un elemento che potrebbe rafforzare i segnali di peggioramento del sentiment delle famiglie, rendendo più complicata la ripresa della domanda interna.

Strategie e innovazioni per il credito al consumo

‘Strategie e Innovazioni nel Consumer Credit’ è il titolo del workshop del think tank AIFIn riservato alle istituzioni finanziarie che aderiscono al programma annuale di attività. Un confronto qualificato per analizzare le principali direttrici evolutive dell’industria del credito alle famiglie.

Si tratta del quarto appuntamento del programma di AIFIn ed è parte integrante dell’Osservatorio AIFIn Innovazione Finanziaria, giunto alla sua XXI edizione.
L’incontro ha posto particolare attenzione all’innovazione dei processi e al miglioramento dell’esperienza del cliente, resi possibili dalla crescente digitalizzazione e dall’impiego di tecnologie avanzate. Sono stati inoltre approfonditi nuovi temi e servizi legati all’inclusione finanziaria.

La digital transformation applicata al credito alle famiglie

“In questa edizione abbiamo voluto dare ampio spazio alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica, considerandole leve strategiche di trasformazione anche in questo specifico comparto – spiega Sergio Spaccavento, presidente di AIFIn -. La digital transformation nel credito alle famiglie, avviata ormai da diversi anni, prosegue il suo percorso con l’obiettivo di coprire non solo l’intera value proposition, ma anche l’intero processo operativo (end-to-end). Questo riguarda non soltanto il credito al consumo, ma anche i mutui e i servizi complementari, come l’intermediazione immobiliare, che alcune banche stanno integrando nella loro offerta. La digitalizzazione rende il lending non solo più accessibile, ma anche sempre più rapido, semplice e personalizzato”.

L’approccio phygital nella Customer Experience

Un tema centrale emerso nel confronto è stato quello della Customer Experience, oggi sempre più digitale e ‘mobile first’, considerata una condizione imprescindibile per attivare e mantenere una relazione efficace con il cliente.

Tra le innovazioni tecnologiche presentate rientrano, ad esempio, il riconoscimento biometrico e la realtà immersiva. L’obiettivo è incrementare l’efficienza, anche sotto il profilo della compliance, e la sicurezza, senza sacrificare la qualità dell’esperienza utente.
Da sottolineare l’importanza di integrare, lungo la customer journey, il contributo della consulenza e dell’assistenza ‘umana’, per un approccio phygital e digital-human.

AI: il fattore abilitante della personalizzazione

L’innovazione tecnologica può agire però anche come abilitatore dell’inclusione finanziaria, rendendo il credito più accessibile. La domanda di credito viene così intercettata e riformulata in modo da proporre soluzioni calibrate su target diversi, favorendo un approccio più responsabile e orientato alla sostenibilità.
Parallelamente, l’AI si afferma come uno dei principali e più sfidanti driver dell’innovazione. Ma l’adozione dell’AI non rappresenta solo una sfida tecnologica: richiede cultura organizzativa, modelli di governance adeguati e nuove competenze. 

Dalla valutazione predittiva del rischio alla personalizzazione dell’offerta, dall’automazione decisionale all’assistenza virtuale, fino alla prevenzione delle frodi e l’analisi comportamentale, l’utilizzo di dati esterni e non strutturati, insieme a motori di analisi predittiva, si configura come un fattore abilitante per un credito più personalizzato, istantaneo e centrato sul cliente.

Millennial e digital: una generazione sempre più connessa… e sempre più sola

La solitudine è diventata una condizione sempre più comune tra i giovani adulti europei. Secondo studi recenti, oltre il 57% dei Millennial si sente solo, in modo lieve o grave.

La mancanza di interazioni sociali autentiche – un tempo alimentate da ambienti come il posto di lavoro, le università o la vita di quartiere – ha spinto molti a rifugiarsi nel mondo digitale alla ricerca di compagnia e appartenenza.

Le community online come rifugio

Un’indagine di Kaspersky, leader nella sicurezza informatica, rivela che in Italia circa il 26% dei Millennial riconosce un effetto positivo delle community online sul proprio benessere psicologico.

Per tanti, partecipare a forum, social network e gruppi di gaming rappresenta un modo efficace per affrontare la solitudine, esprimersi liberamente e coltivare interessi comuni.

I lati oscuri del digitale

Non tutto, purtroppo, è positivo. L’eccessiva permanenza online può sfociare in interazioni superficiali o addirittura ingannevoli. Il 66% degli utenti italiani afferma di aver incontrato persone che hanno alterato la propria identità online.

Inoltre, l’8% dichiara che le interazioni digitali hanno avuto un impatto negativo sulla propria salute mentale, segnalando la necessità di equilibrio e attenzione.

Le connessioni online sono davvero sicure?

Circa il 42% dei Millennial italiani è considerato un partecipante attivo nelle community digitali, dedicando a queste almeno tre ore al giorno. Se da un lato questi ambienti offrono inclusività e supporto, dall’altro espongono a rischi come il furto di identità, il cyberbullismo e la disinformazione.

Marc Rivero, esperto di sicurezza presso il Global Research & Analysis Team di Kaspersky, sottolinea l’importanza di proteggere le proprie informazioni personali e gestire con cura le interazioni virtuali.

I consigli per proteggersi nel web

Per vivere le relazioni online in modo sano e sicuro, gli esperti propongono alcune semplici regole: 

  • Verifica l’identità di chi si incontra online con videochiamate o ricerche immagini.
  • Controlla le fonti prima di condividere o credere a informazioni.
  • Limita la condivisione di dati personali, usando strumenti per la privacy.
  • Evita i geotag nei luoghi che frequenti spesso.
  • Rispetta la privacy altrui, chiedendo sempre il consenso prima di condividere foto o info.
  • Informa te stesso sulle truffe digitali più comuni, seguendo blog specializzati.
  • Usa password forti e diverse, affidandoti a gestori sicuri.
  • Aggiorna software e antivirus per una protezione costante.

Connettersi sì, ma con consapevolezza

I Millennial si muovono in un universo digitale che può offrire connessione e conforto, ma anche insidie e illusioni. Conoscere i rischi, applicare buone pratiche di sicurezza e non rinunciare alle relazioni autentiche nel mondo reale è la chiave per sfruttare al meglio ciò che il digitale può offrire – senza pagarne il prezzo emotivo.