Il corso estetista di Academia BSI Milano

Il corso estetista proposto da  Academia BSI Milano è rivolto a tutte quelle persone che vogliono specializzarsi nel campo dell’estetica e della bellezza del corpo. Durante la formazione, lo studente avrà l’opportunità di studiare l’anatomia e la fisiologia umana applicate all’estetica del viso e del corpo, per apprendere in dettaglio le funzioni degli apparati e dei sistemi del corpo umano su cui viene eseguita la cura estetica. Inoltre, lo studente imparerà a riconoscere le principali patologie della pelle e dei loro effetti, per fare buon uso degli strumenti utilizzati nei trattamenti estetici. Lo studente conoscerà dunque i vantaggi e le caratteristiche di ciascuno strumento e dei diversi prodotti cosmetici utilizzati per igiene, idratazione, trucco e depilazione di viso e corpo.

D’altra parte, l’allievo sarà formato per lavorare e garantire sempre il massimo dell’igiene e della sicurezza per la persona che si sottopone al trattamento. Inoltre, imparerà le più efficaci tecniche per l’idratazione del viso e del corpo, nonché i metodi per la depilazione e la decolorazione dei peli del viso e del corpo. Una volta terminato il corso, lo studente avrà le conoscenze necessarie per determinare i bisogni estetici del cliente in base alla morfologia del suo corpo e del suo viso.

Obiettivi del Corso Estetista di Academia BSI Milano

Lo scopo del corso estetista è quello di fare in modo che lo studente apprenda nuove tecniche e trattamenti estetici efficaci così da essere in grado di offrire un servizio professionale di consulenza d’immagine nei saloni di bellezza o centri benessere, così come nell’ambiente del cinema e dello spettacolo in genere, resort turistici e centri benessere. L’allievo avrà dunque l’opportunità di diventare un vero e proprio punto di riferimento per tantissime persone che ne apprezzeranno il modo di lavorare, a prescindere da quello che sarà il percorso professionale che questi avrà deciso di percorrere.

Parliamo infatti di una figura professionale il cui ruolo si è concretamente evoluto nel corso degli ultimi anni, sino a diventare una professione particolarmente apprezzata e riconosciuta nella società moderna. Ciò è dovuto principalmente alle nuove competenze che i professionisti più attenti acquisiscono nel tempo, ma anche alle numerose aree di intervento di questa bellissima professione. L’allievo infine, avrà il supporto e la consulenza di insegnanti qualificati durante tutto il percorso di studio, durante il quale è possibile porre domande e risolvere eventuali dubbi.

Le migliori capsule per la tua macchinetta del caffè

Oggi parliamo di cialde da caffè. Ormai da diversi anni esiste sul mercato una vasta offerta di capsule per le macchinette da caffè, e le varie pubblicità ne decantano le qualità e caratteristiche. Saranno davvero tutte così buone? Come fare per avere la certezza di aver individuato un marchio del quale potersi fidare, le cui cialde siano effettivamente migliori delle altre al punto tale da non far rimpiangere il caffè del bar? Diciamo innanzitutto che è necessario assicurarsi che il prodotto individuato sia confezionato in maniera tale da garantire la freschezza della miscela al momento dell’utilizzo, in maniera tale che la temperatura esterna non possa andare ad alterarne le qualità organolettiche. Se così non fosse non avremmo l’opportunità di gustare un meraviglioso caffè come appena macinato, il che sarebbe sicuramente un peccato per le nostre papille gustative. In seconda analisi, va sempre verificata (leggere sempre attentamente l’etichetta) la tipologia di miscela presente, per accertarsi che questa dia luogo ad un caffè raffinato, equilibrato e profumato.

Quando la qualità della miscela è eccelsa, ed il confezionamento consente di preservarne interamente le caratteristiche fin quando questa incontra la tazzina, in quel caso possiamo dire di trovarci dinanzi a capsule di qualità in grado di soddisfare il nostro desiderio quotidiano di aroma e gusto ricco.  Le capsule Lavazza a Modo Mio possiedono queste caratteristiche e sono per questo in grado di regalare ogni volta tutto il piacere del caffè cremoso del bar, come appena macinato e per questo dal gusto raffinato e vellutato. Lavazza offre ai consumatori la possibilità di scegliere tra tantissime diverse miscele, così che ciascuno possa facilmente individuare quella in grado di incontrare perfettamente i propri gusti e aspettative, facendo vivere ogni volta quella piacevole sensazione di benessere che si prova soltanto quando si tiene tra le dita una tazzina di un buonissimo caffè italiano.

Si possono trovare sul sito www.cialdamia.it ai migliori prezzi sul mercato, ed acquistarle comodamente con pochi click ed usufruendo di promozioni sempre molto convenienti.

Persiane e serramenti

Le persiane possono essere considerate un pò come il biglietto da visita di una abitazione, in quanto si tratta di uno di quegli elementi che per primi balzano agli occhi di chi si appresta a raggiungerci, e costituiscono a tutti gli effetti un elemento utile ma al tempo stesso in grado di abbellire e rendere più elegante un ambiente. L’azienda R&T (con sede a Cambiago, provincia di Milano) produce ottime persiane e serramenti in alluminio in grado di rendere ogni ambiente ancora più raffinato ed accogliente, ma non solo. Le persiane blindate che R&T produce sono infatti il top per coniugare eleganza ma anche sicurezza: grazie al profilo in ferro e acciaio inox contenuto all’interno dell’involucro in alluminio infatti, il prodotto finale gode di una resistenza e solidità tale che consente di stare tranquilli da eventuali tentativi di effrazione. Non parliamo dunque di un elemento in grado di apportare esclusivamente un gradevole impatto estetico ma a tutti gli effetti una vera e propria difesa della propria abitazione.

È possibile scegliere tra tantissimi modelli quel che si ritiene faccia al caso proprio, con ampia scelta per quel che riguarda dimensioni, rifiniture e colori. Genericamente, a riscuotere maggior successo sono le persiane con verniciatura ad effetto legno, una soluzione particolarmente elegante e raffinata che è perfettamente adattabile a qualsiasi tipologia di ambiente e arredamento. Per poter regolare in maniera semplice e rapida la quantità di luce in ingresso, le persiane che R&T propone sono dotate di apposite lamelle (sia fisse che orientabili) che consentono di ottenere l’apertura desiderata e quindi la quantità di luce che si preferisce in casa. È possibile ottenere qualsiasi tipo di personalizzazione, così da andare a risolvere ogni tipologia di esigenza individuale, con la certezza di acquistare un prodotto realizzato con i migliori materiali mediante le tecniche più innovative ed efficaci, che garantiscono assoluta resistenza ed un impatto estetico decisamente piacevole ed elegante.

Un blog interessante ed onesto… WebSenior

Il blog di WebSenior, web agency di Monza, è quello che ogni inesperto del settore, che magari si affaccia nel mondo del web marketing per cercare di capirne qualcosa, vorrebbe trovare. Linguaggio poco tecnico (anche se qualche concessione alle terminologie Internet più diffuse c’è…), comunicazione diretta all’azienda ed al b2b, linguaggio trasparente e semplice. Il blog è una fonte di argomenti trattati con passione e con intelligenza, senza approfondimenti eccessivi che risulterebbero di difficile comprensione e che, per natura stessa di un blog rivolto a tutti, apparirebbero comunque incompleti. Ecco quindi che le tematiche vengono affrontate con una panoramica che ha sempre un confronto ed una disamina utile e riepilogativa, rimandando poi ad altre fonti o altri articoli del blog stesso per una più attenta analisi.

Suddiviso in aree tematiche quali social, SEO o sviluppo web, sono trattati aspetti strategici alla comprensione di come pensare, condurre e monitorare le proprie attività sul web, partendo dalla costruzione di un sito coerente, moderno e si semplice navigazione, fino alla valutazione dei più importanti parametri di rendimento. La parte SEO è sicuramente quella maggiormente affrontata, con articoli e novità particolarmente interessanti, quali ad esempio quello dove vengono evidenziati gli algoritmi che vanno a comporre il motore di Google.

E’ senza dubbio una risorsa che consigliamo perchè scritta bene, da persone competenti e molto poco commerciale: intendiamoci, certamente l’intento che sta dietro, come è ovvio che sia, è quello di portare i visitatori ed i lettori a meglio informarsi sulle diverse attività che la stessa azienda WebSenior potrebbe seguire, ma fondamentalmente esso è ben nascosto e comunque i contenuti sono di qualità, non i soliti minestroni presi da siti in lingua inglese e semplicemente rivisti in chiave italiana. Una nota negativa, semmai, è l’assenza di interazione, in nessun post infatti viene aperto un dibattito o anche solo commentato quanto scritto, quindi diciamo che il coinvolgimento non appare essere stato curato in modo impeccabile.

Comunque sia una lettura consigliata a coloro i quali siano interessati ad approfondire le tematiche del marketing moderno.

Pedrazzini Arreda | Sito e consulenza per la tua nuova cucina

Pedrazzini Arreda è da oltre 60 anni sinonimo di qualità e competenza nella vendita cucine Milano, settore nel quale opera con grande passione e del quale è adesso diventata un punto di riferimento in Lombardia. Questa grande realtà commerciale è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3, e propone soluzioni di ogni tipo in grado di soddisfare qualsiasi esigenza specifica o desiderio dei clienti. Le cucine proposte da Pedrazzini Arreda sono personalizzabili in ogni particolare, per consentire a ciascuno di arricchire con il proprio tocco questo ambiente così importante di casa, all’interno del quale si trascorre la maggior parte del tempo speso tra le mura domestiche. Sarà dunque possibile personalizzare i materiali per le ante ma anche i piani di lavoro e gli elettrodomestici.

Ti basterà visitare lo showroom di Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese (completamente rinnovato di recente), per toccare con mano la grande qualità e verificare di persona la competenza e la cortesia dello staff, sempre disponibile ad aiutarti a trovare la soluzione più adatta a soddisfare ogni tua esigenze. I progettisti Pedrazzini Arreda ti aiuteranno a risolvere ogni problematica legata agli spazi e ti consentiranno di vedere in anteprima tridimensionale la tua nuova cucina, come se fosse stata già installata in casa tua, grazie a particolari software di settore. Un team di installatori e falegnami si occuperà in seguito di installare ogni componente e provvedere al tempo stesso a completare gli allacci idrici ed elettrici, per consentirti di vivere da subito la tua nuova cucina, già al primo giorno. Su richiesta il team Pedrazzini si occuperà anche di smaltire la tua vecchia cucina, nelle modalità previste dalla normativa in vigore nel comune di residenza. Visita lo showroom già oggi o contatta il recapito 0298491249  per ogni richiesta o informazione necessaria.

Covid e lavoro, penalizzate più le donne: 470.000 posti persi

La pandemia continua a diffondersi in tutto il mondo, e se gli effetti sull’occupazione in seguito al lockdown di marzo hanno comportato un taglio complessivo di 841.000 posti di lavoro, è l’occupazione femminile a risentirne in misura maggiore. Tra il secondo trimestre del 2019 e quello del 2020 il primo bilancio, ancora parziale, degli effetti del lockdown primaverile sul mercato occupazionale conta infatti 470.000 posti “rosa” sfumati, il 4,7% in meno.

In pratica, su 100 impieghi persi al tempo del Coronavirus quelli femminili sono il 55,9%, mentre il versante maschile ha registrato un decremento del 2,7%.

Contratti a termine, -327.000 posizioni “rosa”

A tirare le somme sul mercato del lavoro in Italia al tempo della pandemia è la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, che ha realizzato un’indagine sulla condizione delle donne in questa fase economica di grande difficoltà per il nostro Paese. Secondo l’indagine a subire le penalizzazioni più forti sono state le addette inquadrate con contratti a termine (-327.000, con una discesa del 22,7%), ma non è andata bene neppure a coloro che esercitano una professione in forma autonoma, con un decremento del 5,1%. Chi ha retto meglio l’impatto con la crisi sono le depositarie di accordi a tempo indeterminato, con un decremento dello 0,8%.

Sono i servizi, tradizionale bacino di impiego femminile, a pagare il costo più caro

Occupate, dunque, ma svantaggiate nel periodo di affanno generale, anche perché, argomentano i professionisti, prevalentemente in forze nei settori più funestati dall’emergenza Covid-19. Sono stati infatti in larga misura “i servizi, tradizionale bacino di impiego femminile, a pagare il costo più caro”, spiegano gli autori della ricerca, come avvenuto nel “sistema ricettivo e ristorativo, dove le donne rappresentano il 50,6%” dell’organico, e nelle aree di assistenza domestica, nel quale la loro presenza arriva addirittura all’88,1%”.

Si tratta di comparti produttivi che hanno contribuito in maniera decisiva al saldo negativo occupazionale, determinando il 44,2% delle perdite complessive dei posti di lavoro, e il 51% se si puntano i riflettori sulla componente “rosa”.

Incremento di donne inattive soprattutto nelle fasce giovanili

La ricerca evidenzia inoltre come sulle spalle di circa 3 milioni di madri impiegate con un figlio under 15 si sia assemblato un elevato carico di stress, perché, a scuole chiuse, hanno dovuto garantire la presenza al lavoro, e al contempo, assistere la prole impegnata nella didattica a distanza, riporta Ansa.

Nell’arco di un anno, inoltre, è emerso un allarmante incremento di 707.000 donne inattive (+8,5%), soprattutto nelle fasce giovanili. Eppure, commenta Rosario De Luca, il presidente dell’organismo dei consulenti del lavoro, non si può disperdere quel “contributo rilevante in termini di qualificazione e competenza”.

Essere più stressati? È la nuova normalità al tempo del Covid

Essere stressati è normale? Pare di si: al tempo del Covid è questa la nuova normalità degli italiani. È quanto emerge dall’analisi presentata da Livio Gigliuto, vicepresidente dell’Istituto Piepoli, nel corso del convegno sulla Giornata nazionale della Psicologia 2020 organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi a Roma.

“A sette mesi dall’inizio dell’emergenza – spiega Gigliuto -, tra le cose con le quali gli italiani sono obbligati convivere c’è anche un maggior livello di stress. Gli psicologi per i cittadini sono una sorta di ‘mascherina della mente’, indispensabili per affrontare questa nuova normalità”.

Cresce l’ansia per le conseguenze economiche della pandemia

Così, “dopo un marginale calo estivo, i livelli di stress sono di quasi 10 punti percentuali più alti di quelli che registravamo prima dell’inizio dell’emergenza – continua Gigliuto -. Se all’inizio lo stress era legato quasi esclusivamente alla paura del contagio, oggi cresce sempre più l’ansia per le conseguenze economiche. Perdere il lavoro o faticare a trovarlo, vivere una nuova crisi economica: questo spaventa gli italiani e soprattutto i più giovani”.

Sembra andare meglio ai più giovani, che “hanno rafforzato la spiritualità e vivono con lucidità questa emergenza – sottolinea il vicepresidente dell’Istituto Piepoli -. Da un’indagine svolta per Fondazione Pisa e Fondazione Charlie, durante il lockdown 4 giovani su 10 hanno chattato o fatto video-chiamate con amici o familiari ogni giorno, un quarto ha svolto attività fisica in casa e il 24% ha pregato almeno una volta alla settimana”.

Il lockdown è stato vissuto con un mix di sentimenti ambivalenti

Tra le “misure” per combattere lo stress c’è un ritorno all’uso del diario: il 24% degli italiani lo ha scritto almeno una volta alla settimana, e 5 giovani su 10 dichiarano di aver vissuto il lockdown da fidanzate e fidanzati, con qualche conflitto in più ma con buona tenuta delle relazioni”.

“Lo stesso lockdown – continua Gigliuto – è stato vissuto all’insegna di un mix di sentimenti ambivalenti: se un terzo dei giovani ha provato speranza e fiducia (33%), il 21% ha provato tristezza e malinconia. Non sono mancati indifferenza e distacco (14%), rabbia e frustrazione (12%). Marginale la quota di giovani spaventati, solo il 9% ha provato paura e timore”.

La Generazione Z è convinta che torneremo a vivere come prima

Sul futuro gli adolescenti appaiono ragionevoli e lungimiranti, e per il 70% di loro la situazione si risolverà, anche se ci vorrà molto tempo, riporta Askanews..

In sette casi su dieci si dichiara poi l’attenzione a non essere contagiati, e metà degli intervistati dall’indagine dell’Istituto spende con oculatezza, pensando che con l’emergenza ci siano meno soldi per tutti.

La maggioranza dei giovani però è ottimista sul mondo post-emergenza. “A essere convinti che torneremo a vivere come prima sono soprattutto i membri della Generazione Z –  aggiunge il vicepresidente – i più giovani tra i giovani”.

Settembre 2020, migliora il clima di fiducia di cittadini e imprese

Dopo mesi difficili, cambia la percezione del presente e del futuro, che si tinge leggermente di rosa nell’ultimo periodo. A dirlo è l’Istat, che ha rilevato il sentiment della popolazione e delle imprese italiane, nei mesi scorsi messe a dura prova dai timori legati all’emergenza sanitaria e dalle oggettive difficoltà. Oggi, con il periodo più nero che viene percepito come alle spalle, gli indici sono decisamente più ottimisti. Questi alcuni dati riferiti all’ultima “misurazione”: a settembre 2020 migliorano sia il clima di fiducia dei consumatori (da 101,0 a 103,4) sia quello delle imprese (l’indice composito sale da 81,4 a 91,1). Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono stimate in aumento. Il clima economico e il clima futuro registrano l’incremento più marcato passando, rispettivamente, da 90,5 a 94,9 e da 105,6 a 109,5. Anche il clima personale e quello corrente evidenziano una dinamica positiva: il clima personale sale da 104,9 a 107,1 e quello corrente cresce da 98,1 a 100,2.

Imprese, costruzioni e servizi di mercato più positivi

La tendenza alla positività – con un mood davvero molto diverso rispetto ai mesi scorsi – riguarda un po’ tutto l’universo delle imprese. In questo caso il miglioramento della fiducia è diffuso a tutti i settori seppur con intensità diverse. In particolare, nel settore manifatturiero l’indice sale da 87,1 a 92,1 e nelle costruzioni aumenta da 132,6 a 138,6. Per i servizi di mercato si evidenzia un incremento marcato dell’indice che sale da 75,1 a 88,8 mentre nel commercio al dettaglio la crescita è più contenuta (da 94,3 a 97,4). Con riferimento alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese di produzione. Le scorte di prodotti finiti sono giudicate in decumulo rispetto al mese scorso. Nelle costruzioni, aumentano entrambe le componenti dell’indice.

Bene anche il commercio al dettaglio

Nei servizi di mercato si registra un accentuato miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia di quelli sull’andamento degli affari; le attese sugli ordini aumentano. Nel commercio al dettaglio recuperano i giudizi sulle vendite mentre le relative aspettative sono in calo. Il saldo delle scorte di magazzino è in aumento. A livello di circuito distributivo, la fiducia diminuisce nella grande distribuzione mentre è in decisa risalita nella distribuzione tradizionale.

Le tendenze dell’estate per l’arredo e il design

I trend per il design e l’arredo dell’estate 2020 forse sono meno eccessivi e colorati del solito, più che altro si ha voglia di luce e la palette dei colori torna alle sfumature naturali della terra, ma rispecchiano il periodo che abbiamo vissuto chiusi in quella stessa casa che ci ha ospitato e protetto per settimane.

Ma cosa propongono le aziende, e cosa amano i proprietari di casa in questo periodo? Dalla community di Houzz, il sito Web americano di architettura, interior design e decorazione, arrivano alcune tendenze per il rinnovamento dell’ambiente domestico. Prima fra tutte, quella di puntare su vista e luce.

La luce naturale è infatti sempre più importante, forse in conseguenza del tempo passato a casa. I proprietari auspicano quindi maggiore luce naturale e viste rigeneranti. Bene per chi le ha già, per gli altri, è il momento di ripensare a infissi e balcone, e alla struttura stessa della casa. 

Il bagno salotto, o con innesti di legno

Se la tendenza al bagno boutique è sempre stata presente ora si prediligono bagni davvero graziosi, decorati con quadri e statue, come se fossero piccoli salotti. Manca solo la libreria, che però potrebbe essere la tendenza per l’autunno-inverno. Dopo che il legno ha invaso le nostre cucine con lo stile rustrial (rustico industrial) molti bagni sembrano non poter rinunciare a un elemento in legno, che sia il pavimento o un dettaglio del mobile lavabo. Con l’uso del legno il bagno rimane pulito e sobrio, ma viene reso più caldo e confortevole dall’elemento visivo e tattile di questo materiale naturale.

Colori della terra e floralismo 

Non solo i colori si rilassano, ma tendono a girare intorno alle palette dei colori della terra. Con l’eccezione del blu, che vive anch’esso un ritorno. Molti dei nuovi prodotti dei grandi marchi di design italiano e internazionale hanno scelto colori come terracotta, senape, marroni, che sembrano smorzare gli entusiasmi di altri anni, in cui prevalevano i colori fluo o super carichi. Se le pareti colorate sono ormai sdoganate, una nuova tendenza segue lo stile jungalow di qualche anno fa, puntando sui fiori. L’elemento verde delle piante ormai care a moltissimi appartamenti si colora con elementi floreali, anche coraggiosi, alle pareti, sui tappeti (ne stanno uscendo in produzione) e come dettagli in camera da letto.

Vintage più Scandinavia

Insomma, pur non essendo una novità, il fiore trasforma lo stile giungla precedente in qualcosa di più raffinato, ma che soddisfa la nostra voglia di natura. Un altro trend è il new classic, dove il rigore anni ’50 incontra il minimalismo scandinavo. Anche se molte fiere, come il Salone del Mobile sono saltate (ma il 2021 è in preparazione), le aziende hanno continuato a presentare le loro novità. Tra le più evidenti uno stile rigoroso e pulito anni ’50 in cui tornano materiali come marmo e legno scuro, rinfrescati però dall’incontro con lo stile contemporaneo scandinavo.

Le parole più cercate su Google per le ferie post lockdown

Dopo lo stop forzato del lockdown gli italiani hanno una voglia di relax e svago, e dopo l’annuncio del bonus vacanze si registra la prima impennata di ricerche a tema vacanze su Google. Hotel, e soprattutto case vacanze, mete ambite da nord a sud, oltre al bonus per godersi le ferie. È la fotografia scattata da AvantGrade.com e basata sui trend Google dell’ultimo periodo, e in particolare, è nel periodo dal 10 al 16 maggio che è fortemente emersa la voglia di svago degli italiani. Soprattutto nel centro nord, che si è rivelato molto attivo in rete, con Umbria, Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Lazio e Toscana le regioni più dinamiche in questo senso. Cambiano invece i dati delle città. Napoli ha più voglia di vacanze, seguita da Bologna, Genova, Brescia e Roma.

Impennata per “bonus vacanze covid-19” e “speed vacanze” da Nord a Sud

I dati si fanno ancora più interessanti analizzando le ricerche correlate. Google fa registrare una forte impennata sulla ricerca “bonus vacanze covid-19” ma anche su “bonus vacanza come ottenerlo” e “chi accetta bonus vacanze”.

Emerge però anche l’irrefrenabile voglia di ferie dei single. La ricerca “speed vacanze” segna un +4.050%. Tra gli argomenti correlati, le ricerche per destinazione regalano una conferma importante: gli italiani cercano opportunità da nord a sud del nostro Paese. In particolare, le mete più ambite sembrano essere Gallipoli (+300%), Riviera del Conero (+200%), Isola d’Elba (+200%), Isola del Giglio (+200%) e Vieste (+180%).

Navigare in cerca di soluzioni tra parchi a tema, guest house e mete specifiche

Chi ha effettuato maggiormente ricerche nel settore viaggi ha navigato in cerca di soluzioni diverse, tra parchi a tema, guest house e mete specifiche. Per Curon Venosta – comune Italiano balzo del 950% (legato anche all’omonima serie TV), mentre parco acquatico segna un +250%. Poi ci sono le Cinque Terre, con un +200%, Finale Ligure (+150%), Porto Cesareo (+140%), Palinuro (+140%) e Sperlonga (+140%). Insomma, voglia di mare sì, ma più in generale un forte desiderio di staccare la spina, riporta Askanews.

Hotel a Palinuro, villaggi in Campania, e casa vacanza in Puglia

Per quanto riguarda gli hotel, le regioni più attive nella ricerca sono state Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Val d’Aosta. Un piccolo spaccato che mostra la voglia di evadere dopo il lockdown, soprattutto dai territori più colpiti. Chi ha cercato un hotel si è soffermato su località specifiche, che infatti hanno fatto registrare forti picchi, come Palinuro (+250%), Varazze (+200%), Finale Ligure (+170%), Tropea (+170%) e Ponza (+170%). Anche i villaggi sono molto ambiti, soprattutto al Sud. Campania, Puglia e Basilicata sono le regioni più attente a questa soluzione. E per quanto riguarda le case vacanza, Google dimostra quanto sia un’opzione che piaccia a campani, laziali e siciliani. La parola chiave più ricercata in tal senso è “casa vacanze puglia” (+250%).

La rete in Italia ha retto l’urto da Covid-19

La pandemia non ha travolto la rete internet italiana, che ha retto l’onda d’urto nonostante decine di milioni di italiani abbiano preso d’assalto il web durante l’emergenza sanitaria. Chiusi in casa per settimane gli italiani hanno passato molto più tempo a guardare film e video online e fare videochiamate, oltre a essere costretti a lavorare da casa sfruttando le connessioni internet personali.

Lo dimostra l’osservatorio statistico Speed Test di Komparatore.it, il portale di comparazione tariffaria, che ha verificato la velocità delle connessioni internet degli utenti italiani e ha rilasciato i dati relativi ai test effettuati durante il quattro mesi da febbraio a maggio 2020.

In quattro mesi eseguiti 211.372 speed test

L’elaborazione compiuta dall’osservatorio è il risultato dei dati raccolti dai test della velocità internet eseguita dagli utenti, che nel quadrimestre febbraio-maggio 2020 ha contato un totale di 211.372 speed test. Più in particolare, nel mese di febbraio gli speed test sono stati 27.276, a marzo 42.245, ad aprile 58.421, e a maggio 83.430. Dai risultati emerge che al termine della fase acuta dell’emergenza Covid-19, e con la revoca delle misure restrittive, in Italia si è avviata la fase di decongestionamento della rete, dovuta alla minor richiesta di dati da parte degli utenti non più costretti tra le mura domestiche.

A febbraio è evidente un calo di performance nella velocità di download e upload

Dai risultati dell’osservatorio di Komparatore.it nel mese di febbraio risulta inoltre evidente un calo di performance, sia per quanto riguarda la velocità di download sia quella di upload, mentre in riferimento al mese di aprile si nota un miglioramento prestazionale generalizzato. Il miglior operatore è risultato Fastweb, con variazioni positive per la velocità media di upload (variazione febbraio/aprile +5,91 Mbps /+ 16,13%) e un aumento delle performance rispetto al periodo precedente al Covid-19, mentre il peggiore è Vodafone (-9,35 Mbps /- 21,15%).

La latenza media è parametro fondamentale nel calcolo delle performance

Discorso a parte merita la cosiddetta latenza media, chiamata anche ping, ovvero il tempo che intercorre tra la richiesta di un dato (input) e la ricezione della risposta (output). Si tratta di un parametro fondamentale nel calcolo delle performance delle connessioni, dove bassi valori della latenza consentono di poter effettuare videochiamate, giocare online, o effettuare chiamate voip.

Connessioni con velocità molto alte, ma con latenza alta, sono meno performanti e utilizzabili rispetto a connessioni con velocità più basse, ma con latenze inferiori (meno di 25ms).

Condizionatori e Covid-19, le regole da seguire per non correre rischi

Con la Fase 2 dell’emergenza sanitaria, e in vista del caldo estivo, oltre a tamponi e mascherine si discute anche dell’opportunità o meno di usare impianti di raffrescamento e climatizzazione dell’aria, dal momento che questi potrebbero essere veicolo di diffusione del virus in ambienti indoor.

“Negli ambienti confinati aperti al pubblico seguire le norme di distanziamento e usare tutti la mascherina è doveroso – spiega Alessandro Miani, presidente di Sima (Società italiana di medicina ambientale) – ma al contempo non possiamo trascorrere i prossimi mesi estivi soffrendo il caldo nelle nostre case o sul posto di lavoro. È quindi necessario seguire poche semplici regole che ci consentano di usare i nostri impianti in sicurezza”.

I consigli da seguire per rimanere al fresco in sicurezza

Per assicurare un uso più sicuro dei sistemi di raffrescamento, condizionamento e climatizzazione in ambienti chiusi di piccole o medie dimensioni, prima dell’accensione dell’impianto si consiglia di lavare con acqua e sapone liquido i filtri degli split e pulire le parti esposte degli stessi con un prodotto igienizzante. Dopo aver lasciato asciugare le superfici e i filtri riporli nei loro alloggiamenti.

I motori esterni, solitamente posizionati su balconi, terrazzi, tetti o a terra, dovrebbero essere sanificati periodicamente, meglio se da tecnici specializzati, che usano un sistema di sanificazione a shock termico per iniezione, e contemporanea aspirazione di vapore ad alta temperatura e pressione.

Stesso intervento è consigliabile per split o radiatori che presentano evidenti segni di degrado, sporcizia, presenza di polveri, muffe e incrostazioni.

Per gli impianti multizona occorrono maggiori attenzioni

Gli impianti canalizzati devono essere sanificati da personale esperto prima di rendere operativo il sistema. Per gli impianti di condizionamento multizona, destinati al controllo ambientale di umidità e temperatura dei locali serviti (grandi ambienti, pubblici e privati come uffici aperti al pubblico, cinema, teatri, palestre, poliambulatori, fabbricati industriali), maggiori attenzioni devono essere dedicate al corretto mantenimento/pulizia e sanificazione/disinfezione/bonifica delle sezioni principali di scambio, quali batterie calde e fredde, umidificazione ad acqua e batterie di post-riscaldamento, canalizzazioni di distribuzione aria e dello stato dei filtri ai vari livelli.

Periodici ricambi d’aria e sistemi di purificazione o monitoraggio

È poi consigliabile aprire le finestre per alcuni minuti più volte al giorno o dotarsi di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), in grado anche di filtrare l’aria esterna in entrata.

Sono consigliati anche sistemi di purificazione o monitoraggio dell’aria indoor, purché validati da Enti terzi pubblici e dotati di certificazioni che ne attestino il reale potenziale di mitigazione dei contaminanti aero-dispersi (compresi virus e batteri).

Evitare poi il flusso dell’aria dagli split dall’alto verso il basso o direttamente rivolti verso le persone presenti nell’ambiente: meglio direzionare le griglie esterne verso l’alto. In estate mantenere tassi di umidità relativa tra il 50% e il 70%, e in inverno tra il 40% e il 60%. Un semplice igrometro è sufficiente per il controllo dell’umidità indoor.

Violazioni dei dati, come gestire le informazioni personali dei clienti

Le informazioni personali dei clienti sono oggetto di violazione dei dati più spesso di qualsiasi altro tipo di informazione aziendale. L’indagine IT Security Risks di Kaspersky dimostra che questo avviene nel 40% dei casi. Di conseguenza, il 29% delle aziende riscontra problemi nel trovare nuovi clienti dopo una violazione dei dati. Questo tipo di violazione può danneggiare la reputazione, comportare enormi perdite finanziarie, e può tradursi in sanzioni normative. Per consentire alle aziende di migliorare l’elaborazione dei dati Kaspersky ha aggiunto alla propria piattaforma alcuni corsi sul GDPR e la gestione dei dati sensibili. E per supportarle nell’assicurare che il lavoro da remoto non rappresenti un pericolo per la sicurezza delle operazioni, ha istituito un modulo gratuito sui principi base della sicurezza per il lavoro da casa.

Mantenere riservate le informazioni

Per aiutare le aziende a migliorare le competenze dei propri dipendenti, il gruppo specializzato nella sicurezza ha aggiunto alle attività di formazione proposte all’interno della soluzione Automated Security Awareness Platform alcuni corsi sul GDPR e sulla gestione dei dati sensibili, riporta Adnkronos. Il corso include le regole generali sul trattamento delle informazioni sensibili, compresi i dati personali, i segreti aziendali o i documenti interni che non possono essere divulgati al di fuori dell’organizzazione. Questo approfondimento fornisce ai dipendenti le competenze necessarie per lavorare con questo tipo di informazioni, e mostra come ridurre al minimo i danni in caso di fuga di dati.

Crittografare i dati utilizzando token e altri dispositivi di sicurezza

Ciascuna azienda può affrontare un programma di apprendimento su misura per ogni profilo, assegnato in base al livello di rischio. Grazie a questa differenziazione, il personale riceve solamente le informazioni rilevanti per la propria mansione. Tutti i dipendenti devono sapere come identificare i dati ad accesso limitato, memorizzarli in modo sicuro, utilizzare i servizi informatici o il cloud. E riconoscere il gruppo di persone con cui sono autorizzati a condividerli, sia all’interno sia all’esterno dell’azienda. Coloro che utilizzano risorse interne ad accesso altamente riservato devono essere in grado di crittografare i dati utilizzando token e altri dispositivi di sicurezza.

Il GDPR a portata di tutti, e un modulo per lo smart working

L’approfondimento sul GDPR definisce i requisiti e le responsabilità previste dal regolamento, e si rivolge a tutte le aziende che raccolgono ed elaborano i dati personali dei cittadini dell’UE anche se non si trovano all’interno dell’UE.

Poiché un numero crescente di aziende è stato costretto dalla pandemia a ricorrere al lavoro da remoto, Kaspersky, in collaborazione con Area9 Lyceum, ha rilasciato un nuovo modulo gratuito che migliora le competenze nelle aree più critiche. Come la creazione di password forti, l’aggiornamento del software e la protezione di una rete Wi-Fi domestica.

Fare il cuoco è faticoso, il 47% degli chef è stressato

Sessanta ore di lavoro ai fornelli sono troppe, e gli effetti negativi sulla salute dei cuochi si fanno sentore, e sono misurabili. Il 47% degli chef italiani ha infatti riportato almeno due o più problemi di salute durante la propria vita lavorativa. La relazione tra le variabili lavorative e lo stato di salute è mediata dagli alti livelli di stress professionale presenti nella popolazione dei cuochi in una percentuale che va dal 13.8% al 24.9%. Si tratta dei risultati di uno studio condotto su 710 cuochi italiani, promosso dalla Federazione italiana cuochi e diretto dall’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib) di Cosenza. Alla ricerca ha partecipato l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Uno dei mestieri più esposti al rischio di stress

Il lavoro dello chef è uno dei mestieri più esposti ai rischi per la salute dovuti allo stress, ma finora non c’era modo di misurare scientificamente quanto sia faticosa l’attività in cucina e quali siano gli effetti negativi sulla condizione fisica nella professione dei cuochi, riporta Ansa. La nuova ricerca è stata pubblicata sulla rivista Frontiers Public Health, e ha interessato 710 chef con determinate caratteristiche medie. L’88% del campione è maschio, con un’età media di 44.4 anni, e un body-mass-index (indice di massa corporea, utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma) pari a 28.5. Gli anni di lavoro sono in media 24.9, e le ore di lavoro settimanali 66.4.

Malattie a carico dell’apparato muscoloscheletrico e cardio circolatorio

Dopo una prima fase di validazione dei test, il modello ha rilevato che “gli unici due fattori associati significativamente alla presenza di alti livelli di stress, e di malattie organiche a carico dell’apparato muscoloscheletrico e cardio circolatorio, sono gli anni di servizio e il numero di ore di lavoro settimanali”, precisa Marco Tullio Liuzza, docente di Psicometria dell’Università Magna Graecia. In pratica, lo stress cresce con l’aumentare degli anni di servizio e delle ore settimanali, e finisce col danneggiare l’organismo.

Un numero eccessivo di ore di lavoro ha effetti negativi sulla salute

“Questi dati – continua Antonio Cerasa, ricercatore presso Cnr-Irib e coordinatore della ricerca – sono rilevanti perché gli effetti negativi delle eccessive ore di lavoro sulla salute sono già state riportate in altre categorie lavorative, come chirurghi, personale d’ambulanza, colletti bianchi, poliziotti, militari. Grazie a questa ricerca – aggiunge Cerasa – si conferma quindi che anche nella categoria degli chef superare le 60 ore di lavoro a settimana è un forte fattore predittivo di malattie organiche”.

Cosmetica, un settore in “bellezza”: fatturato a 11,9 miliardi

La bellezza è un settore che sembra non conoscere crisi e che, anzi, attraversa indenne – se non in crescita – le difficili congiunture a livello nazionale e mondiale. Il 2019, poi, è stato un anno particolarmente fortunato per il comparto beauty: a rilevarlo sono le rilevazioni congiunturali a cura del Centro Studi di Cosmetica Italia, che illustrano i dati preconsuntivi dell’anno passato e le previsioni relative al primo semestre 2020.

Crescita a +2,3%

In base alle stime preliminari, il comparto della cosmetica segna a fine 2019 una crescita del 2,3% per il fatturato globale del settore con un valore di 11,9 miliardi di euro.Ottime notizie anche per quanto riguarda le esportazioni che, pur registrando un lieve rallentamento, mostrano la propria dinamicità con un valore di 5 miliardi di euro (+2,9% rispetto al 2018) e incidono in maniera positiva sulla bilancia commerciale che si avvicina ai 2,9 miliardi di euro (+5,5% rispetto al 2018).

L’appeal del Made in Italy anche nel beauty

“Nel panorama manifatturiero l’industria cosmetica italiana esercita un forte richiamo sui mercati internazionali collocandosi, nel confronto con settori contigui, solo dopo vino e moda per i valori del saldo commerciale. La cosmesi è un’industria che fa bene al Paese, in grado, anche in contesti di incertezza, di reagire positivamente investendo in ricerca e sviluppo per rafforzare la qualità dell’offerta” ha detto il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti. Ma, se la cosmetica italiana piace nel mondo, altrettanto accade sul mercato interno: i preconsuntivi 2019 registrano una crescita del 2% della spesa degli italiani per un valore di oltre 10,3 miliardi di euro con analoghe previsioni per il 2020.

La tenuta dei canali professionali

All’interno dell’intero settore, i dati evidenziano l’ottima performance dei canali professionali in merito ai consumi: l’acconciatura professionale segnala infatti un +2% rispetto al 2018, mentre i centri estetici registrano un +0,9%. Un andamento positivo contraddistingue anche profumeria (+2%) e farmacia (+1,8%), rispettivamente secondo e terzo canale per la vendita di cosmetici in Italia; il mass market, che invece rappresenta oltre il 40% della distribuzione, indica una chiusura 2019 a +0,6%. Tra le novità emerse dallo studio emerge c’è un’attenzione crescente verso i cosmetici a connotazione naturale: questi oggi hanno messo a segno un +1,4% segnalato dal canale erboristeria per fine 2019, mentre le dinamiche dell’e-commerce generano ancora una volta trend superiori agli altri canali (+22% per fine 2019).

La multicanalità delle vendite

Le vendite dirette risentono, al contrario, dello spostamento verso forme di distribuzione più innovative e registrano un andamento statico a fine 2019. Infine, il contoterzismo che, ponendosi trasversalmente rispetto ai canali consente di comprenderne l’evoluzione nel medio-lungo termine, segnala a fine anno una crescita del +3,5%.

“Assistiamo a una crescente contaminazione tra canali classici e nuove forme di distribuzione che raccolgono il consenso dei consumatori” spiegail responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia, Gian Andrea Positano. “L’omnicanalità spinge le imprese a rivedere le proprie strategie, creando nuove forme di disintermediazione”.

Dispostivi smart, saranno 3 miliardi nel 2023

Tra smartphone, pc, tablet, smartwatch e bracciali da fitness, smart speaker, auricolari e cuffie nel 2023 saranno commercializzati oltre 3 miliardi di dispositivi smart. È questa la previsione di Canalys, l’analista globale del mercato tecnologico, che evidenzia l’incremento di vendite nei prossimi quattro anni rispetto ai 2,4 miliardi del 2019. Se la metà del mercato smart sarà coperta dagli smartphone, con 1,5 miliardi di unità consegnate nel 2023, a crescere di più però saranno gli auricolari e le cuffie, per cui Canalys  prevede una crescita del +32%, a quota 490 milioni di unità nel 2020, per poi salire a 726 milioni di unità nel 2023.

Smartwatch e smartband, verranno consegnate 215 milioni di unità

La seconda categoria per crescita secondo Canalys è quella degli smart speaker, che segnano +21,7% quest’anno e 150 milioni di pezzi consegnati, che arriveranno a 196 milioni tra quattro anni. Sempre nel 2023, gli analisti prevedono che gli smartwatch e le smartband consegnati nel mondo saranno 215 milioni, mentre i computer fissi e i portatili saranno 249 milioni, e i tablet 115 milioni, riferisce Ansa. Secondo le stime di Gartner, però, PC, anche se smartphone e tablet insieme nel 2020 cresceranno, già a partire dal prossimo anno registreranno una nuova e significativa contrazione.

Gli smartphone continueranno a rappresentare i device più importanti

In ogni caso, sempre secondo Canalys, nel terzo trimestre 2019 il mercato delle smartband e degli smartwatch ha riportato una crescita del +65%, mentre nello stesso periodo gli smart speaker sono cresciuti del +44,9%, trainati da Amazon Echo. E se durante tutto il 2019 gli hearable, o earwear, hanno rappresentato quasi la metà dei dispositivi indossabili in termini di spedizioni, gli smartphone continueranno a rappresentare la tipologia di dispositivo più importante. In pratica, per ogni 100 smartphone spediti ci saranno 8 tablet, 13 smart speaker, 14 smartband, 16 PC, tra notebook e desktop, e 48 dispositivi audio con funzioni smart, ovvero cuffie, auricolari, e TWS.

L’ascesa dei prodotti audio, auricolari e smart speaker I prodotti audio comunque saranno quelli che cresceranno più rapidamente, con 490 milioni di unità spedite nel 2020, +32,1% rispetto al 2019. Questo per una diffusione sempre maggiore di cuffie Bluetooth, auricolari e true wireless, si legge su HDBlog.it. Un’altra tipologia di prodotto in ascesa sono gli smart speaker, con 150 milioni spediti nel 2020, e uan crescita del +21,7% sul

Il Colosseo è l’attrazione più prenotata al mondo

Per il secondo anno consecutivo è il Colosseo l’attrazione più popolare e prenotata al mondo, non solo in Italia. In base ai nuovi dati relativi alle prenotazioni dei viaggiatori su TripAdvisor nel 2019 l’Italia è inoltre l’unica nazione insieme agli Stati Uniti, che si è aggiudicata ben 3 posizioni nella Top 10 mondiale. Oltre al Colosseo, la classifica include infatti i Musei Vaticani (3°) e Piazza San Marco (10°). Tra conferme e new entry rispetto allo scorso anno la classifica nazionale vede invariate le prime due posizioni, occupate da Colosseo (1°) e Musei Vaticani (2°), mentre Piazza San Marco a Venezia, in terza posizione, sostituisce il Canal Grande, assente nella classifica del 2019.

Il Duomo di Milano, la new entry della Top 10 nazionale

La Top 10 nazionale di TripAdvisor conferma la quarta e la quinta posizione, stabili e occupate rispettivamente dal Parco Archeologico di Pompei e dalla Galleria dell’Accademia di Firenze. Il Duomo di Milano è la new entry della sesta posizione, mentre in settima si trova la Torre di Pisa, in salita di una posizione rispetto allo scorso anno. Scende di due gradini la Galleria degli Uffizi di Firenze (8°), e chiudono la classifica altre due new entry, il Palazzo Ducale a Venezia (9°) e la Galleria Borghese a Roma (10°).

Il Louvre la seconda delle 10 attrazioni internazionali più gettonate

Dopo il Colosseo, al secondo posto delle bellezze più prenotate a livello internazionale c’è il  Museo del Louvre di Parigi, considerato uno dei principali musei al mondo, E dopo la terza posizione occupata dai nostri Musei Vaticani, si trova la Statua della Libertà, a New York City (4°), mentre il 5° posto è occupato da un’altra attrazione francese, la celebre Torre Eiffel. Al 6° un’altra europea, la Sagrada Familia, a Barcellona, mentre per la settima posizione bisogna attraversare l’Oceano, perché si tratta dell’affascinante Quartiere Francese, a New Orleans, negli Stati Uniti.

Piazza San Marco chiude la classifica mondiale

“Un’esperienza toccante ed emozionante”, così i viaggiatori descrivono la Casa di Anna Frank, situata nel quartiere ebraico di Amsterdam, nei Paesi Bassi, e posizionata all’8° gradino della Top 10 internazionale di TripAdvisor.

In penultima posizione ancora un’attrazione americana, lo Skydeck Chicago – Willis Tower, a Chicago, uno degli edifici più alti dell’emisfero settentrionale. Da visitare assolutamente  per godersi il panorama sulla città. Se non si soffre di vertigini, ovviamente.

Chiude la classifica internazionale la veneziana Piazza San Marco (10°), una tre attrazioni italiane più visitate al mondo nel 2019.