Il corso estetista di Academia BSI Milano

Il corso estetista proposto da  Academia BSI Milano è rivolto a tutte quelle persone che vogliono specializzarsi nel campo dell’estetica e della bellezza del corpo. Durante la formazione, lo studente avrà l’opportunità di studiare l’anatomia e la fisiologia umana applicate all’estetica del viso e del corpo, per apprendere in dettaglio le funzioni degli apparati e dei sistemi del corpo umano su cui viene eseguita la cura estetica. Inoltre, lo studente imparerà a riconoscere le principali patologie della pelle e dei loro effetti, per fare buon uso degli strumenti utilizzati nei trattamenti estetici. Lo studente conoscerà dunque i vantaggi e le caratteristiche di ciascuno strumento e dei diversi prodotti cosmetici utilizzati per igiene, idratazione, trucco e depilazione di viso e corpo.

D’altra parte, l’allievo sarà formato per lavorare e garantire sempre il massimo dell’igiene e della sicurezza per la persona che si sottopone al trattamento. Inoltre, imparerà le più efficaci tecniche per l’idratazione del viso e del corpo, nonché i metodi per la depilazione e la decolorazione dei peli del viso e del corpo. Una volta terminato il corso, lo studente avrà le conoscenze necessarie per determinare i bisogni estetici del cliente in base alla morfologia del suo corpo e del suo viso.

Obiettivi del Corso Estetista di Academia BSI Milano

Lo scopo del corso estetista è quello di fare in modo che lo studente apprenda nuove tecniche e trattamenti estetici efficaci così da essere in grado di offrire un servizio professionale di consulenza d’immagine nei saloni di bellezza o centri benessere, così come nell’ambiente del cinema e dello spettacolo in genere, resort turistici e centri benessere. L’allievo avrà dunque l’opportunità di diventare un vero e proprio punto di riferimento per tantissime persone che ne apprezzeranno il modo di lavorare, a prescindere da quello che sarà il percorso professionale che questi avrà deciso di percorrere.

Parliamo infatti di una figura professionale il cui ruolo si è concretamente evoluto nel corso degli ultimi anni, sino a diventare una professione particolarmente apprezzata e riconosciuta nella società moderna. Ciò è dovuto principalmente alle nuove competenze che i professionisti più attenti acquisiscono nel tempo, ma anche alle numerose aree di intervento di questa bellissima professione. L’allievo infine, avrà il supporto e la consulenza di insegnanti qualificati durante tutto il percorso di studio, durante il quale è possibile porre domande e risolvere eventuali dubbi.

Le migliori capsule per la tua macchinetta del caffè

Oggi parliamo di cialde da caffè. Ormai da diversi anni esiste sul mercato una vasta offerta di capsule per le macchinette da caffè, e le varie pubblicità ne decantano le qualità e caratteristiche. Saranno davvero tutte così buone? Come fare per avere la certezza di aver individuato un marchio del quale potersi fidare, le cui cialde siano effettivamente migliori delle altre al punto tale da non far rimpiangere il caffè del bar? Diciamo innanzitutto che è necessario assicurarsi che il prodotto individuato sia confezionato in maniera tale da garantire la freschezza della miscela al momento dell’utilizzo, in maniera tale che la temperatura esterna non possa andare ad alterarne le qualità organolettiche. Se così non fosse non avremmo l’opportunità di gustare un meraviglioso caffè come appena macinato, il che sarebbe sicuramente un peccato per le nostre papille gustative. In seconda analisi, va sempre verificata (leggere sempre attentamente l’etichetta) la tipologia di miscela presente, per accertarsi che questa dia luogo ad un caffè raffinato, equilibrato e profumato.

Quando la qualità della miscela è eccelsa, ed il confezionamento consente di preservarne interamente le caratteristiche fin quando questa incontra la tazzina, in quel caso possiamo dire di trovarci dinanzi a capsule di qualità in grado di soddisfare il nostro desiderio quotidiano di aroma e gusto ricco.  Le capsule Lavazza a Modo Mio possiedono queste caratteristiche e sono per questo in grado di regalare ogni volta tutto il piacere del caffè cremoso del bar, come appena macinato e per questo dal gusto raffinato e vellutato. Lavazza offre ai consumatori la possibilità di scegliere tra tantissime diverse miscele, così che ciascuno possa facilmente individuare quella in grado di incontrare perfettamente i propri gusti e aspettative, facendo vivere ogni volta quella piacevole sensazione di benessere che si prova soltanto quando si tiene tra le dita una tazzina di un buonissimo caffè italiano.

Si possono trovare sul sito www.cialdamia.it ai migliori prezzi sul mercato, ed acquistarle comodamente con pochi click ed usufruendo di promozioni sempre molto convenienti.

Persiane e serramenti

Le persiane possono essere considerate un pò come il biglietto da visita di una abitazione, in quanto si tratta di uno di quegli elementi che per primi balzano agli occhi di chi si appresta a raggiungerci, e costituiscono a tutti gli effetti un elemento utile ma al tempo stesso in grado di abbellire e rendere più elegante un ambiente. L’azienda R&T (con sede a Cambiago, provincia di Milano) produce ottime persiane e serramenti in alluminio in grado di rendere ogni ambiente ancora più raffinato ed accogliente, ma non solo. Le persiane blindate che R&T produce sono infatti il top per coniugare eleganza ma anche sicurezza: grazie al profilo in ferro e acciaio inox contenuto all’interno dell’involucro in alluminio infatti, il prodotto finale gode di una resistenza e solidità tale che consente di stare tranquilli da eventuali tentativi di effrazione. Non parliamo dunque di un elemento in grado di apportare esclusivamente un gradevole impatto estetico ma a tutti gli effetti una vera e propria difesa della propria abitazione.

È possibile scegliere tra tantissimi modelli quel che si ritiene faccia al caso proprio, con ampia scelta per quel che riguarda dimensioni, rifiniture e colori. Genericamente, a riscuotere maggior successo sono le persiane con verniciatura ad effetto legno, una soluzione particolarmente elegante e raffinata che è perfettamente adattabile a qualsiasi tipologia di ambiente e arredamento. Per poter regolare in maniera semplice e rapida la quantità di luce in ingresso, le persiane che R&T propone sono dotate di apposite lamelle (sia fisse che orientabili) che consentono di ottenere l’apertura desiderata e quindi la quantità di luce che si preferisce in casa. È possibile ottenere qualsiasi tipo di personalizzazione, così da andare a risolvere ogni tipologia di esigenza individuale, con la certezza di acquistare un prodotto realizzato con i migliori materiali mediante le tecniche più innovative ed efficaci, che garantiscono assoluta resistenza ed un impatto estetico decisamente piacevole ed elegante.

Un blog interessante ed onesto… WebSenior

Il blog di WebSenior, web agency di Monza, è quello che ogni inesperto del settore, che magari si affaccia nel mondo del web marketing per cercare di capirne qualcosa, vorrebbe trovare. Linguaggio poco tecnico (anche se qualche concessione alle terminologie Internet più diffuse c’è…), comunicazione diretta all’azienda ed al b2b, linguaggio trasparente e semplice. Il blog è una fonte di argomenti trattati con passione e con intelligenza, senza approfondimenti eccessivi che risulterebbero di difficile comprensione e che, per natura stessa di un blog rivolto a tutti, apparirebbero comunque incompleti. Ecco quindi che le tematiche vengono affrontate con una panoramica che ha sempre un confronto ed una disamina utile e riepilogativa, rimandando poi ad altre fonti o altri articoli del blog stesso per una più attenta analisi.

Suddiviso in aree tematiche quali social, SEO o sviluppo web, sono trattati aspetti strategici alla comprensione di come pensare, condurre e monitorare le proprie attività sul web, partendo dalla costruzione di un sito coerente, moderno e si semplice navigazione, fino alla valutazione dei più importanti parametri di rendimento. La parte SEO è sicuramente quella maggiormente affrontata, con articoli e novità particolarmente interessanti, quali ad esempio quello dove vengono evidenziati gli algoritmi che vanno a comporre il motore di Google.

E’ senza dubbio una risorsa che consigliamo perchè scritta bene, da persone competenti e molto poco commerciale: intendiamoci, certamente l’intento che sta dietro, come è ovvio che sia, è quello di portare i visitatori ed i lettori a meglio informarsi sulle diverse attività che la stessa azienda WebSenior potrebbe seguire, ma fondamentalmente esso è ben nascosto e comunque i contenuti sono di qualità, non i soliti minestroni presi da siti in lingua inglese e semplicemente rivisti in chiave italiana. Una nota negativa, semmai, è l’assenza di interazione, in nessun post infatti viene aperto un dibattito o anche solo commentato quanto scritto, quindi diciamo che il coinvolgimento non appare essere stato curato in modo impeccabile.

Comunque sia una lettura consigliata a coloro i quali siano interessati ad approfondire le tematiche del marketing moderno.

Pedrazzini Arreda | Sito e consulenza per la tua nuova cucina

Pedrazzini Arreda è da oltre 60 anni sinonimo di qualità e competenza nella vendita cucine Milano, settore nel quale opera con grande passione e del quale è adesso diventata un punto di riferimento in Lombardia. Questa grande realtà commerciale è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3, e propone soluzioni di ogni tipo in grado di soddisfare qualsiasi esigenza specifica o desiderio dei clienti. Le cucine proposte da Pedrazzini Arreda sono personalizzabili in ogni particolare, per consentire a ciascuno di arricchire con il proprio tocco questo ambiente così importante di casa, all’interno del quale si trascorre la maggior parte del tempo speso tra le mura domestiche. Sarà dunque possibile personalizzare i materiali per le ante ma anche i piani di lavoro e gli elettrodomestici.

Ti basterà visitare lo showroom di Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese (completamente rinnovato di recente), per toccare con mano la grande qualità e verificare di persona la competenza e la cortesia dello staff, sempre disponibile ad aiutarti a trovare la soluzione più adatta a soddisfare ogni tua esigenze. I progettisti Pedrazzini Arreda ti aiuteranno a risolvere ogni problematica legata agli spazi e ti consentiranno di vedere in anteprima tridimensionale la tua nuova cucina, come se fosse stata già installata in casa tua, grazie a particolari software di settore. Un team di installatori e falegnami si occuperà in seguito di installare ogni componente e provvedere al tempo stesso a completare gli allacci idrici ed elettrici, per consentirti di vivere da subito la tua nuova cucina, già al primo giorno. Su richiesta il team Pedrazzini si occuperà anche di smaltire la tua vecchia cucina, nelle modalità previste dalla normativa in vigore nel comune di residenza. Visita lo showroom già oggi o contatta il recapito 0298491249  per ogni richiesta o informazione necessaria.

Condizionatori e Covid-19, le regole da seguire per non correre rischi

Con la Fase 2 dell’emergenza sanitaria, e in vista del caldo estivo, oltre a tamponi e mascherine si discute anche dell’opportunità o meno di usare impianti di raffrescamento e climatizzazione dell’aria, dal momento che questi potrebbero essere veicolo di diffusione del virus in ambienti indoor.

“Negli ambienti confinati aperti al pubblico seguire le norme di distanziamento e usare tutti la mascherina è doveroso – spiega Alessandro Miani, presidente di Sima (Società italiana di medicina ambientale) – ma al contempo non possiamo trascorrere i prossimi mesi estivi soffrendo il caldo nelle nostre case o sul posto di lavoro. È quindi necessario seguire poche semplici regole che ci consentano di usare i nostri impianti in sicurezza”.

I consigli da seguire per rimanere al fresco in sicurezza

Per assicurare un uso più sicuro dei sistemi di raffrescamento, condizionamento e climatizzazione in ambienti chiusi di piccole o medie dimensioni, prima dell’accensione dell’impianto si consiglia di lavare con acqua e sapone liquido i filtri degli split e pulire le parti esposte degli stessi con un prodotto igienizzante. Dopo aver lasciato asciugare le superfici e i filtri riporli nei loro alloggiamenti.

I motori esterni, solitamente posizionati su balconi, terrazzi, tetti o a terra, dovrebbero essere sanificati periodicamente, meglio se da tecnici specializzati, che usano un sistema di sanificazione a shock termico per iniezione, e contemporanea aspirazione di vapore ad alta temperatura e pressione.

Stesso intervento è consigliabile per split o radiatori che presentano evidenti segni di degrado, sporcizia, presenza di polveri, muffe e incrostazioni.

Per gli impianti multizona occorrono maggiori attenzioni

Gli impianti canalizzati devono essere sanificati da personale esperto prima di rendere operativo il sistema. Per gli impianti di condizionamento multizona, destinati al controllo ambientale di umidità e temperatura dei locali serviti (grandi ambienti, pubblici e privati come uffici aperti al pubblico, cinema, teatri, palestre, poliambulatori, fabbricati industriali), maggiori attenzioni devono essere dedicate al corretto mantenimento/pulizia e sanificazione/disinfezione/bonifica delle sezioni principali di scambio, quali batterie calde e fredde, umidificazione ad acqua e batterie di post-riscaldamento, canalizzazioni di distribuzione aria e dello stato dei filtri ai vari livelli.

Periodici ricambi d’aria e sistemi di purificazione o monitoraggio

È poi consigliabile aprire le finestre per alcuni minuti più volte al giorno o dotarsi di sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), in grado anche di filtrare l’aria esterna in entrata.

Sono consigliati anche sistemi di purificazione o monitoraggio dell’aria indoor, purché validati da Enti terzi pubblici e dotati di certificazioni che ne attestino il reale potenziale di mitigazione dei contaminanti aero-dispersi (compresi virus e batteri).

Evitare poi il flusso dell’aria dagli split dall’alto verso il basso o direttamente rivolti verso le persone presenti nell’ambiente: meglio direzionare le griglie esterne verso l’alto. In estate mantenere tassi di umidità relativa tra il 50% e il 70%, e in inverno tra il 40% e il 60%. Un semplice igrometro è sufficiente per il controllo dell’umidità indoor.

Violazioni dei dati, come gestire le informazioni personali dei clienti

Le informazioni personali dei clienti sono oggetto di violazione dei dati più spesso di qualsiasi altro tipo di informazione aziendale. L’indagine IT Security Risks di Kaspersky dimostra che questo avviene nel 40% dei casi. Di conseguenza, il 29% delle aziende riscontra problemi nel trovare nuovi clienti dopo una violazione dei dati. Questo tipo di violazione può danneggiare la reputazione, comportare enormi perdite finanziarie, e può tradursi in sanzioni normative. Per consentire alle aziende di migliorare l’elaborazione dei dati Kaspersky ha aggiunto alla propria piattaforma alcuni corsi sul GDPR e la gestione dei dati sensibili. E per supportarle nell’assicurare che il lavoro da remoto non rappresenti un pericolo per la sicurezza delle operazioni, ha istituito un modulo gratuito sui principi base della sicurezza per il lavoro da casa.

Mantenere riservate le informazioni

Per aiutare le aziende a migliorare le competenze dei propri dipendenti, il gruppo specializzato nella sicurezza ha aggiunto alle attività di formazione proposte all’interno della soluzione Automated Security Awareness Platform alcuni corsi sul GDPR e sulla gestione dei dati sensibili, riporta Adnkronos. Il corso include le regole generali sul trattamento delle informazioni sensibili, compresi i dati personali, i segreti aziendali o i documenti interni che non possono essere divulgati al di fuori dell’organizzazione. Questo approfondimento fornisce ai dipendenti le competenze necessarie per lavorare con questo tipo di informazioni, e mostra come ridurre al minimo i danni in caso di fuga di dati.

Crittografare i dati utilizzando token e altri dispositivi di sicurezza

Ciascuna azienda può affrontare un programma di apprendimento su misura per ogni profilo, assegnato in base al livello di rischio. Grazie a questa differenziazione, il personale riceve solamente le informazioni rilevanti per la propria mansione. Tutti i dipendenti devono sapere come identificare i dati ad accesso limitato, memorizzarli in modo sicuro, utilizzare i servizi informatici o il cloud. E riconoscere il gruppo di persone con cui sono autorizzati a condividerli, sia all’interno sia all’esterno dell’azienda. Coloro che utilizzano risorse interne ad accesso altamente riservato devono essere in grado di crittografare i dati utilizzando token e altri dispositivi di sicurezza.

Il GDPR a portata di tutti, e un modulo per lo smart working

L’approfondimento sul GDPR definisce i requisiti e le responsabilità previste dal regolamento, e si rivolge a tutte le aziende che raccolgono ed elaborano i dati personali dei cittadini dell’UE anche se non si trovano all’interno dell’UE.

Poiché un numero crescente di aziende è stato costretto dalla pandemia a ricorrere al lavoro da remoto, Kaspersky, in collaborazione con Area9 Lyceum, ha rilasciato un nuovo modulo gratuito che migliora le competenze nelle aree più critiche. Come la creazione di password forti, l’aggiornamento del software e la protezione di una rete Wi-Fi domestica.

Fare il cuoco è faticoso, il 47% degli chef è stressato

Sessanta ore di lavoro ai fornelli sono troppe, e gli effetti negativi sulla salute dei cuochi si fanno sentore, e sono misurabili. Il 47% degli chef italiani ha infatti riportato almeno due o più problemi di salute durante la propria vita lavorativa. La relazione tra le variabili lavorative e lo stato di salute è mediata dagli alti livelli di stress professionale presenti nella popolazione dei cuochi in una percentuale che va dal 13.8% al 24.9%. Si tratta dei risultati di uno studio condotto su 710 cuochi italiani, promosso dalla Federazione italiana cuochi e diretto dall’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib) di Cosenza. Alla ricerca ha partecipato l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Uno dei mestieri più esposti al rischio di stress

Il lavoro dello chef è uno dei mestieri più esposti ai rischi per la salute dovuti allo stress, ma finora non c’era modo di misurare scientificamente quanto sia faticosa l’attività in cucina e quali siano gli effetti negativi sulla condizione fisica nella professione dei cuochi, riporta Ansa. La nuova ricerca è stata pubblicata sulla rivista Frontiers Public Health, e ha interessato 710 chef con determinate caratteristiche medie. L’88% del campione è maschio, con un’età media di 44.4 anni, e un body-mass-index (indice di massa corporea, utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma) pari a 28.5. Gli anni di lavoro sono in media 24.9, e le ore di lavoro settimanali 66.4.

Malattie a carico dell’apparato muscoloscheletrico e cardio circolatorio

Dopo una prima fase di validazione dei test, il modello ha rilevato che “gli unici due fattori associati significativamente alla presenza di alti livelli di stress, e di malattie organiche a carico dell’apparato muscoloscheletrico e cardio circolatorio, sono gli anni di servizio e il numero di ore di lavoro settimanali”, precisa Marco Tullio Liuzza, docente di Psicometria dell’Università Magna Graecia. In pratica, lo stress cresce con l’aumentare degli anni di servizio e delle ore settimanali, e finisce col danneggiare l’organismo.

Un numero eccessivo di ore di lavoro ha effetti negativi sulla salute

“Questi dati – continua Antonio Cerasa, ricercatore presso Cnr-Irib e coordinatore della ricerca – sono rilevanti perché gli effetti negativi delle eccessive ore di lavoro sulla salute sono già state riportate in altre categorie lavorative, come chirurghi, personale d’ambulanza, colletti bianchi, poliziotti, militari. Grazie a questa ricerca – aggiunge Cerasa – si conferma quindi che anche nella categoria degli chef superare le 60 ore di lavoro a settimana è un forte fattore predittivo di malattie organiche”.

Cosmetica, un settore in “bellezza”: fatturato a 11,9 miliardi

La bellezza è un settore che sembra non conoscere crisi e che, anzi, attraversa indenne – se non in crescita – le difficili congiunture a livello nazionale e mondiale. Il 2019, poi, è stato un anno particolarmente fortunato per il comparto beauty: a rilevarlo sono le rilevazioni congiunturali a cura del Centro Studi di Cosmetica Italia, che illustrano i dati preconsuntivi dell’anno passato e le previsioni relative al primo semestre 2020.

Crescita a +2,3%

In base alle stime preliminari, il comparto della cosmetica segna a fine 2019 una crescita del 2,3% per il fatturato globale del settore con un valore di 11,9 miliardi di euro.Ottime notizie anche per quanto riguarda le esportazioni che, pur registrando un lieve rallentamento, mostrano la propria dinamicità con un valore di 5 miliardi di euro (+2,9% rispetto al 2018) e incidono in maniera positiva sulla bilancia commerciale che si avvicina ai 2,9 miliardi di euro (+5,5% rispetto al 2018).

L’appeal del Made in Italy anche nel beauty

“Nel panorama manifatturiero l’industria cosmetica italiana esercita un forte richiamo sui mercati internazionali collocandosi, nel confronto con settori contigui, solo dopo vino e moda per i valori del saldo commerciale. La cosmesi è un’industria che fa bene al Paese, in grado, anche in contesti di incertezza, di reagire positivamente investendo in ricerca e sviluppo per rafforzare la qualità dell’offerta” ha detto il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti. Ma, se la cosmetica italiana piace nel mondo, altrettanto accade sul mercato interno: i preconsuntivi 2019 registrano una crescita del 2% della spesa degli italiani per un valore di oltre 10,3 miliardi di euro con analoghe previsioni per il 2020.

La tenuta dei canali professionali

All’interno dell’intero settore, i dati evidenziano l’ottima performance dei canali professionali in merito ai consumi: l’acconciatura professionale segnala infatti un +2% rispetto al 2018, mentre i centri estetici registrano un +0,9%. Un andamento positivo contraddistingue anche profumeria (+2%) e farmacia (+1,8%), rispettivamente secondo e terzo canale per la vendita di cosmetici in Italia; il mass market, che invece rappresenta oltre il 40% della distribuzione, indica una chiusura 2019 a +0,6%. Tra le novità emerse dallo studio emerge c’è un’attenzione crescente verso i cosmetici a connotazione naturale: questi oggi hanno messo a segno un +1,4% segnalato dal canale erboristeria per fine 2019, mentre le dinamiche dell’e-commerce generano ancora una volta trend superiori agli altri canali (+22% per fine 2019).

La multicanalità delle vendite

Le vendite dirette risentono, al contrario, dello spostamento verso forme di distribuzione più innovative e registrano un andamento statico a fine 2019. Infine, il contoterzismo che, ponendosi trasversalmente rispetto ai canali consente di comprenderne l’evoluzione nel medio-lungo termine, segnala a fine anno una crescita del +3,5%.

“Assistiamo a una crescente contaminazione tra canali classici e nuove forme di distribuzione che raccolgono il consenso dei consumatori” spiegail responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia, Gian Andrea Positano. “L’omnicanalità spinge le imprese a rivedere le proprie strategie, creando nuove forme di disintermediazione”.

Dispostivi smart, saranno 3 miliardi nel 2023

Tra smartphone, pc, tablet, smartwatch e bracciali da fitness, smart speaker, auricolari e cuffie nel 2023 saranno commercializzati oltre 3 miliardi di dispositivi smart. È questa la previsione di Canalys, l’analista globale del mercato tecnologico, che evidenzia l’incremento di vendite nei prossimi quattro anni rispetto ai 2,4 miliardi del 2019. Se la metà del mercato smart sarà coperta dagli smartphone, con 1,5 miliardi di unità consegnate nel 2023, a crescere di più però saranno gli auricolari e le cuffie, per cui Canalys  prevede una crescita del +32%, a quota 490 milioni di unità nel 2020, per poi salire a 726 milioni di unità nel 2023.

Smartwatch e smartband, verranno consegnate 215 milioni di unità

La seconda categoria per crescita secondo Canalys è quella degli smart speaker, che segnano +21,7% quest’anno e 150 milioni di pezzi consegnati, che arriveranno a 196 milioni tra quattro anni. Sempre nel 2023, gli analisti prevedono che gli smartwatch e le smartband consegnati nel mondo saranno 215 milioni, mentre i computer fissi e i portatili saranno 249 milioni, e i tablet 115 milioni, riferisce Ansa. Secondo le stime di Gartner, però, PC, anche se smartphone e tablet insieme nel 2020 cresceranno, già a partire dal prossimo anno registreranno una nuova e significativa contrazione.

Gli smartphone continueranno a rappresentare i device più importanti

In ogni caso, sempre secondo Canalys, nel terzo trimestre 2019 il mercato delle smartband e degli smartwatch ha riportato una crescita del +65%, mentre nello stesso periodo gli smart speaker sono cresciuti del +44,9%, trainati da Amazon Echo. E se durante tutto il 2019 gli hearable, o earwear, hanno rappresentato quasi la metà dei dispositivi indossabili in termini di spedizioni, gli smartphone continueranno a rappresentare la tipologia di dispositivo più importante. In pratica, per ogni 100 smartphone spediti ci saranno 8 tablet, 13 smart speaker, 14 smartband, 16 PC, tra notebook e desktop, e 48 dispositivi audio con funzioni smart, ovvero cuffie, auricolari, e TWS.

L’ascesa dei prodotti audio, auricolari e smart speaker I prodotti audio comunque saranno quelli che cresceranno più rapidamente, con 490 milioni di unità spedite nel 2020, +32,1% rispetto al 2019. Questo per una diffusione sempre maggiore di cuffie Bluetooth, auricolari e true wireless, si legge su HDBlog.it. Un’altra tipologia di prodotto in ascesa sono gli smart speaker, con 150 milioni spediti nel 2020, e uan crescita del +21,7% sul

Il Colosseo è l’attrazione più prenotata al mondo

Per il secondo anno consecutivo è il Colosseo l’attrazione più popolare e prenotata al mondo, non solo in Italia. In base ai nuovi dati relativi alle prenotazioni dei viaggiatori su TripAdvisor nel 2019 l’Italia è inoltre l’unica nazione insieme agli Stati Uniti, che si è aggiudicata ben 3 posizioni nella Top 10 mondiale. Oltre al Colosseo, la classifica include infatti i Musei Vaticani (3°) e Piazza San Marco (10°). Tra conferme e new entry rispetto allo scorso anno la classifica nazionale vede invariate le prime due posizioni, occupate da Colosseo (1°) e Musei Vaticani (2°), mentre Piazza San Marco a Venezia, in terza posizione, sostituisce il Canal Grande, assente nella classifica del 2019.

Il Duomo di Milano, la new entry della Top 10 nazionale

La Top 10 nazionale di TripAdvisor conferma la quarta e la quinta posizione, stabili e occupate rispettivamente dal Parco Archeologico di Pompei e dalla Galleria dell’Accademia di Firenze. Il Duomo di Milano è la new entry della sesta posizione, mentre in settima si trova la Torre di Pisa, in salita di una posizione rispetto allo scorso anno. Scende di due gradini la Galleria degli Uffizi di Firenze (8°), e chiudono la classifica altre due new entry, il Palazzo Ducale a Venezia (9°) e la Galleria Borghese a Roma (10°).

Il Louvre la seconda delle 10 attrazioni internazionali più gettonate

Dopo il Colosseo, al secondo posto delle bellezze più prenotate a livello internazionale c’è il  Museo del Louvre di Parigi, considerato uno dei principali musei al mondo, E dopo la terza posizione occupata dai nostri Musei Vaticani, si trova la Statua della Libertà, a New York City (4°), mentre il 5° posto è occupato da un’altra attrazione francese, la celebre Torre Eiffel. Al 6° un’altra europea, la Sagrada Familia, a Barcellona, mentre per la settima posizione bisogna attraversare l’Oceano, perché si tratta dell’affascinante Quartiere Francese, a New Orleans, negli Stati Uniti.

Piazza San Marco chiude la classifica mondiale

“Un’esperienza toccante ed emozionante”, così i viaggiatori descrivono la Casa di Anna Frank, situata nel quartiere ebraico di Amsterdam, nei Paesi Bassi, e posizionata all’8° gradino della Top 10 internazionale di TripAdvisor.

In penultima posizione ancora un’attrazione americana, lo Skydeck Chicago – Willis Tower, a Chicago, uno degli edifici più alti dell’emisfero settentrionale. Da visitare assolutamente  per godersi il panorama sulla città. Se non si soffre di vertigini, ovviamente.

Chiude la classifica internazionale la veneziana Piazza San Marco (10°), una tre attrazioni italiane più visitate al mondo nel 2019.

Nasce BeProf, la piattaforma di Confprofessioni per i liberi professionisti

Arriva BeProf, la prima piattaforma digitale per gli oltre 1,4 milioni di liberi professionisti italiani. Progettata e realizzata da Confprofessioni per rispondere in modo concreto alla crescente domanda di welfare, salute, formazione, informazione e di strumenti innovativi per la gestione e l’organizzazione dell’attività professionale, BeProf apre la strada alla trasformazione digitale della libera professione. “Oggi lo sviluppo della professione passa inesorabilmente attraverso il processo di trasformazione digitale – commenta Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni – che attraverso piattaforme multicanale, big data, reti sempre più performanti e web mobile, può semplificare la vita e il lavoro di milioni di professionisti.

Dal Welfare al networking tutto in un’unica app

Welfare, tutele sanitarie, credito più facile, digital evolution, ottimizzazione dello studio professionale, formazione e aggiornamento, networking e tanto altro ancora tutto in un’unica app. BeProf mira infatti ad agevolare tutti i liberi professionisti, senza alcuna distinzione, con un’offerta chiara e sempre a portata di mano, anche grazie alla app. Con la nuova piattaforma sarà quindi possibile disporre di un ricco bouquet di soluzioni personalizzate e scelte sulla base delle singole preferenze. Un’ampia selezione di servizi studiati per comporre un’offerta completa per tutte le esigenze studiata da Confprofessioni con partner di primaria importanza come Unicredit, Gruppo Zucchetti e Unisalute.

Formule di tutela personale, servizi finanziari e una News Room

BeProf offre un pacchetto dedicato a tutti i liberi professionisti, lavoratori autonomi e partite Iva, che attraverso la piattaforma possono beneficiare per la prima volta di formule di tutela personale a condizioni uniche e vantaggiose, finora riservate solo ai professionisti che applicano il CCNL Studi Professionali. Ma BeProf è anche una vetrina virtuale per scegliere i servizi finanziari più evoluti sul mercato e più aderenti alle specifiche esigenze del libero professionista. Un canale dedicato permetterà di avere a disposizione un servizio di consulenza esclusiva per superare le difficoltà di accesso al credito.

Inoltre, è disponibile una News Room tenersi aggiornati sui temi caldi di Economia e Fisco, Lavoro e Previdenza, Internazionalizzazione e Fondi europei, Formazione, Salute e Welfare, Professionista 4.0. E un’area dedicata ospiterà la rassegna stampa, i dossier tematici, le pillole-video e un esclusivo TG settimanale.

Servizi di leisure&pleasure e community

BeProf  offre anche tutto quello che serve per la gestione di uno studio professionale e l’ottimizzazione della professione. Dalle banche dati camerali e catastali, ai report di affidabilità, dalla gestione delle pratiche telematiche alle soluzioni tecnologiche per la digitalizzazione dello studio. Oltre a un’ampia gamma di servizi dedicati a leisure&pleasure. booking alberghiero, food delivering a condizioni uniche. E tante altre sorprese per chi ama l’arte, la cultura e la buona cucina.

BeProf però è anche un punto di incontro per i professionisti, uno spazio di confronto sui temi riguardanti la libera professione, e un luogo per sviluppare una rete di contatti e nuove opportunità di business.

Gli italiani non smettono di fare progetti, nonostante la crisi

Anche nel 2019 gli italiani continuano a fare nuovi progetti per il futuro, nonostante la crisi e le preoccupazioni, e contano sulle assicurazioni per proteggere famiglia e patrimonio. Ma rispetto all’ottimismo dei nuovi colossi dell’economia mondiale, come Cina e India, e a quello di alcuni europei, come olandesi, danesi e tedeschi, gli italiani sono abbastanza sfiduciati. Lo ha scoperto una ricerca internazionale condotta da BNP Paribas-Cardif, in collaborazione con Ipsos su un campione di 26mila persone di 26 Paesi, Italia compresa, e 3 continenti, Europa, America Latina e Asia.

Un’Italia in apprensione, ma che non si arrende

Dal potere d’acquisto alla lenta crescita economica fino al lavoro sono tante le ragioni dello scetticismo degli italiani. Ma le due fonti di apprensione che maggiormente tormentano gli italiani sono il lavoro e la salute, soprattutto quella dei propri cari. Tuttavia, dalla fotografia scattata dalla ricerca, emerge che l’Italia non vuole arrendersi, e non è mai venuto meno il desiderio di fare progetti per il futuro.

“L’Italia viene da un periodo di crisi economica e sociale che ha messo a dura prova le aspettative per il futuro – dichiara Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif -. Gli italiani sono, infatti, tra gli europei che si sentono più sfiduciati e meno ben protetti pur non esprimendo un desiderio particolarmente forte di una migliore protezione. Eppure non si danno per vinti e continuano a coltivare passioni, sogni e progetti”.

Ancora convinti di avere abbastanza soldi per finanziare i propri sogni

Ma come intendono realizzare i propri desideri gli italiani? Innanzitutto, facendo grande affidamento su loro stessi. Al primo posto infatti c’è la convinzione di avere abbastanza soldi per finanziare i propri sogni nel giro di qualche anno (56%), mentre il 52% vuole farlo iniziando a risparmiare. Al terzo posto, riporta Askanews, la volontà di accendere una polizza assicurativa, ritenuta fondamentale per il 22% degli italiani, molto più che accedere a un prestito bancario (14%), ricevere un’eredità/donazione (20%) o ricevere aiuto economico da amici e parenti (20%).

Si conferma la propensione al prestito, e il 30% delle famiglie ha un’assicurazione sulla vita

Per molti italiani realizzare i propri sogni significa quindi soprattutto proteggere la famiglia e il patrimonio. Quando i progetti hanno un impatto economico elevato, come l’acquisto della casa, gli italiani confermano la propensione al prestito, con il 68% che sostiene di averne già uno. E solo un italiano su cinque dichiara di incontrare difficoltà nel pagare le rate del credito concesso.

Emerge in generale, però, un senso di mancanza di protezione. Solo il 5% degli italiani si definisce molto ben protetto, e il 38% degli intervistati afferma di non avere alcuna polizza assicurativa se non quelle obbligatorie, mentre il 30% delle famiglie ha almeno un’assicurazione sulla vita attiva, e il 15% ha una polizza per proteggersi in caso di disabilità.

Internet non piace più al suo inventore

Internet non è più quello di una volta, e non piace più al suo inventore. Leonard Kleinrock, cinquant’anni dopo aver lanciato la Rete si interroga su pregi ed errori della sua grande visione di allora. “Il nostro Internet era etico, di fiducia, gratis e condiviso – dichiara a la Repubblica Leonard Kleinrock -. Oggi è passato da risorsa digitale affidabile a moltiplicatore di dubbi, da mezzo di condivisione a strumento con un lato oscuro. Internet consente di arrivare a milioni di utenti a costo zero in maniera anonima e per questo è perfetto per fare pure cose malvagie”.

“Si è trasformato un bene pubblico in qualcosa con scopi privati”

Lo scienziato e pioniere della Rete, afferma anche che all’epoca del lancio di Internet non aveva “assolutamente pensato ai social network”, non immaginando nemmeno la possibilità della loro esistenza: “Allora si pensava a computer che parlavano, ma non alle persone. L’importanza delle persone l’ho capita dopo, con l’arrivo della mail – continua Kleinrock -. Poi con l’inizio dello spam nel ’94 cambiarono in male molte cose”.

Addio alla privacy, virus, furto di identità, pornografia e pedofilia, fake news. Il problema secondo lo scienziato si è posto, ed “è nato quando si è voluto monetizzarlo”. Ovvero, “si è trasformato un bene pubblico in qualcosa con scopi privati che non ha la stessa identità del passato”.

“Non abbiamo messo dei paletti e ora è difficilissimo riassestare la rotta della Rete”

All’epoca dell’esordio della Rete, ovvero della prima forma di connessione, il punto era che “dovevamo fornire una forte autenticazione di file – sostiene Kleinrock – ciò che mando dev’essere garantito e mai alterato”, quindi, “ci voleva una chiara identificazione degli utenti: dimostrare chi comunica”, sottolinea lo scienziato. Ma il punto, aggiunge Kleinrock, è che “non lo abbiamo fatto, non abbiamo messo dei paletti”. E ora è difficilissimo riuscire a farlo, a riassestare la rotta della Rete.

“Vedo un futuro in cui sarà protagonista l’invisibilità delle macchine”

Ma cosa sarà Internet tra cinquant’anni? La risposta di Kleinrock è: “vedo un futuro in cui sarà protagonista l’invisibilità delle macchine. Useremo interfacce cerebrali. Avremo un sistema nervoso pervasivo globale per interagire. Ma per farlo dobbiamo trovare un equilibrio etico e tecnologico”.

La scommessa è tutta qua, riporta Agi. Per ora Kleinrock nel suo laboratorio di Los Angeles sta cercando di plasmare il futuro della Rete, e con l’Uncla Connection sta cercando di “replicare l’ambiente che ha portato alla scoperta della rete, fatto di connettività e cervelli, senza la monetizzazione – aggiunge -. Lo faremo con menti giovani, con gli studenti. A loro dico che va bene sbagliare, basta continuare a cercare”.

Back to school con zaino, quaderni e smartphone

C’è tutto il tradizionale corredo scolastico, composto da libri, quaderni e astuccio. Però, per molti studenti italiani, in cartella a settembre c’è uno strumento in più: lo smartphone. Ma vietato pensare a un capriccio da ragazzini: per i nati nella Generazione Z, nativa digitale per eccellenza, il telefonino è un sistema da utilizzare anche durante le lezioni, con il placet degli insegnanti. Che il trend sia in atto è dimostrato di numeri: con l’inizio del nuovo anno scolastico, più di 1 studente su 10 mette lo smartphone nello zaino. A dirlo sono 12mila studenti tra i 10 e i 20 anni che hanno partecipato a un’indagine svolta da Skuola.net in collaborazione con il brand franco-cinese Wiko.

Uno strumento didattico

Per una serie di motivi, comprese ahimè alcune carenze infrastrutturali, lo smartphone ha guadagnato negli ultimi anni lo lo status di strumento didattico nella pratica quotidiana. Secondo quanto raccontano gli studenti, il 13% di loro ha addirittura un intero corpo docente che crede nella bontà del cellulare come supporto alle loro spiegazioni. Un dato che sembra crescere insieme all’età degli studenti. Quelli alle soglie del diploma o appena usciti dalla scuola dell’obbligo, ad esempio, hanno potuto sfruttarlo in maniera più costante: il 20% lo fa o lo ha fatto con tutti i professori. Il 29% del campione intervistato, che è comunque una minoranza, afferma invece che deve tenere il telefonino “off limits” durante le lezioni. 

Ragazzi più grandi, più accesso al device tra i banchi

L’uso del telefonino sembra aumentare con l’età dei ragazzi e la progressione delle classi. Specie nell’ultimo biennio delle superiori, lo smartphone è entrato di diritto nella strumentazione base e nel processo di modernizzazione della didattica: quasi 9 studenti su 10 lo impiegano con almeno un docente. Altrove – medie e primi anni delle superiori – il dato si ferma a un comunque buon 60%.

Quali sono gli utilizzi a scuola

Ma come viene utilizzato lo smartphone durante le ore di lezione? In base alle risposte dei ragazzi, serve principalmente (il 51% dei casi) per approfondire le lezioni, per prendere appunti e organizzare il lavoro (20%), per usare app durante spiegazioni ed esercizi (19%). Non sorprende quindi che circa 1 studente su 10 considera il telefonino parte integrante del suo equipaggiamento scolastico– assieme a libri, penne e quaderni – e procederà all’acquisto di un device con prestazioni migliori di quello già in possesso, in particolare i ragazzi delle medie.

Posizioni difficili da selezionare, in Lombardia sono il 28%

In Lombardia, è difficile trovare i candidati giusti nel 28% dei casi. Una percentuale pari a 166 mila ingressi su 666 mila ingressi, un dato in linea con quello italiano. In particolare, difficili da reperire sono i meccanici di precisione a Milano, i matematici a Brescia, Monza Brianza, Bergamo, e Lecco, i conduttori di impianti industriali a Sondrio, gli artigiani metalmeccanici a Cremona, gli ingegneri a Mantova, gli amministratori di grandi aziende a Lodi e i responsabili di piccole imprese a Pavia, Varese e Como. Questo, secondo le previsioni delle imprese per l’anno 2018, in una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi Lodi su dati del Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL.

I meno reperibili, specialistici in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali

“Il numero crescente di giovani che vanno all’estero, per restarci, penalizza il nostro Paese – commenta Carlo Sangalli, presidente Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi -. Dobbiamo invece attrarre e valorizzare capitale umano a livello internazionale sia italiano sia straniero”. Di fatto, in Lombardia i più difficili da trovare sono gli specialistici in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali (57% e 8.240 ingressi), gli artigiani e operai specializzati in metalmeccanica ed elettronica (51,5% e 54.630 ingressi) e gli operai specializzati in meccanica di precisione, stampa e gli artigiani artistici con una difficoltà di reperimento del 49,1% su un totale di 3.260 ingressi.

Le professioni vacanti a Milano e nelle province

Gli operai specializzati nella meccanica di precisione, stampa e artigiani artistici sono i più difficili da trovare a Milano (1.220 ingressi, il 69,7%), mentre le professioni difficili da trovare nelle province lombarde sono gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali a Brescia (62,5%, 320), Monza Brianza (68,2%, 660), Bergamo (65,5%, 580) e Lecco (66,7%, 60), i conduttori di impianti industriali a Sondrio (63,6%, 110), gli artigiani e operai specializzati in metalmeccanica ed elettronica a Cremona (55,6%, 1.620), e gli ingegneri a Mantova (33%), pari a 8 mila ingegneri non reperibili.

Non si trovano ingegneri

Per quanto riguarda gli ingegneri, se in generale le difficoltà maggiori si riscontrano a Mantova, di poco inferiore la percentuale riguarda Monza e Brianza, Brescia, Pavia, Varese e Lecco, col 31% (pari, rispettivamente, a 13 mila, 26 mila, 7 mila, 14 mila, 5 mila addetti). Più facilità di selezione invece a Milano, col 25% degli ingressi. A Lodi non si trovano invece gli amministratori o direttori di grandi aziende (100%, 10), e i responsabili di piccole imprese a Pavia (100%, 20), Varese e Como (100%, 10).